McAfee: la crisi economica sostiene il cybercrime

di Roberta Donofrio

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Il rapporto annuale di McAfee mostra come crisi economica e governi disattenti stiano agevolando la diffusione dei criminali informatici e la proliferazione del fenomeno dei money-mule

McAfee annuncia una nuova ondata di attività illegali online. Approfittando del clima di recessione economica, e della momentanea disattenzione dei governi verso le problematiche legate al Web, i criminali informatici hanno messo a punto nuove tecniche di manipolazione e truffa ai danni degli utenti di Internet.

Il Virtual Criminology Report, l’indagine annuale condotta da McAfee per verificare lo stato della sicurezza informatica internazionale, ha analizzato i principali fattori della crescente diffusione del cybercrime e le nuove forme di illegalità virtuale.

Dal rapporto emerge che l’attività criminosa più dilagante è il reclutamento dei “money mule”, ossia dei galoppini per il riciclaggio di denaro sporco. Infatti nel 2008, complice il crollo del mercato del lavoro e i continui licenziamenti, è cresciuto esponenzialmente il numero di cittadini sprovveduti o semplicemente disperati che nella ricerca di rapide fonti di guadagno, si sono lasciati coinvolgere nella movimentazione di denaro proveniente da fonti anonime.

E purtroppo di fronte alla mole e alla gravità dei crimini perpetuati in Rete, la maggior parte dei Governi rasta inerme, priva degli strumenti e del personale di polizia specializzato per intraprendere una lotta efficace contro il cybercrime.

«I governi devono impegnarsi – ha dichiarato Dave DeWalt, CEO e Presidente di McAfee – a finanziare le risorse necessarie per combattere la criminalità informatica; gli organismi della burocrazia devono essere razionalizzati e armonizzati e le forze dell’ordine devono essere coordinate al di là dei confini nazionali. Tutti devono fare la propria parte in una battaglia globale che è solo all’inizio e che continuerà durante tutto il 2009 e anche oltre, se non sarà affrontata nel modo migliore».