Il futuro incerto delle Next Generation Networks

di Roberta Donofrio

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Il governo taglia 7,3 milioni dalle infrastrutture per la banda larga, il sottosegretario allo sviluppo economico parla di un miliardo di euro per le Ngn. Ma il futuro del broadband è ancora incerto

Continua la corsa ad ostacoli del broadband italiano.
La crisi finanziaria ha costretto il governo a rivedere i finanziamenti destinati alle Attività produttive, da cui dipendono le Comunicazioni, per la realizzazione delle Reti di Nuova Generazione in fibra ottica (Ngn) e nelle reti mobili a banda larga: 7,3 milioni sarebbero stati dirottati verso il Fondo per la competitività e lo sviluppo.

Al Summit Beyond Broadband di Venezia, in cui si è discusso delle prospettive di crescita dell?industria delle telecomunicazioni, il sottosegretario allo sviluppo economico Paolo Romani ha però annunciato che agli 800 milioni di euro già stanziati dal governo nell?ultima finanziaria, se ne aggiungeranno altri 200, «per portare la banda larga e larghissima in tutta Italia e tornare a essere il crocevia dello sviluppo tecnologico in questo settore ».

Nel complesso la partecipazione statale ammonta quindi a un miliardo di euro, un investimento che rappresenta appena il 10 per cento delle risorse necessarie per progettare l’infrastruttura in tutto il paese.

Nel frattempo il presidente dell’Autorità italiana per le Tlc Corrado Calabrò ha detto che servono più poteri all’Authority in vista dei cambiamenti delle reti Ngn di nuova generazione: «Si preparano tempi difficili la competitività non può essere più trainata dai servizi voce e anche il broadband tradizionale rischia di essere alle corde… Le TLC rappresentano la maggiore fonte di crescita nei paesi avanzati, più di metà della crescita del Pil: e le prospettive di crescita sono legate agli investimenti in particolare nelle reti di nuova generazione».