Ue: meno burocrazia nelle Tlc

di Giulia Gatti

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Nell'ambito delle telecomunicazioni, la Ue snellisce le procedure di notifica per i regolatori nazionali. Secondo il Commissario alla concorrenza, Neelie Kroes, «Meno burocrazia permetterà un intervento pubblico più mirato»

La Commissione Ue ha fatto propria ieri una raccomandazione che mira a ridurre e semplificare gli impegni burocratici per quanto riguarda i regolatori nazionali delle telecomunicazioni.

La misura riguarda in particolare la procedura dell’articolo 7 e le norme che ne regolano il meccanismo di consultazione europeo. La raccomandazione introduce, per i regolatori nazionali, la possibilità di usufruire di un modulo semplificato e abbreviato per la notifica di determinate decisioni alla Commissione, in modo da snellire il dispositivo di consultazione a livello comunitario. Questo significa, in buona sostanza, meno burocrazia.

Nella raccomandazione si invitano infatti i regolatori nazionali a presentare le analisi di mercato contemporaneamente ai provvedimenti correttivi ad esse allegati. Gli interventi disposti dal regolatore potranno così diventare attivi prima, rafforzando inoltre la certezza del diritto per gli operatori che investono nel settore delle telecomunicazioni, il che va a vantaggio dei consumatori.

La procedura di notifica semplificata verrà applicata, tra le altre cose, alle decisioni che riguardano la sospensione della regolazione in determinati mercati, alle scelte di non regolamentare i mercati in cui la Commissione ritiene che la regolamentazione specifica al settore sia necessaria, ma in cui la concorrenza è efficace, ed alle modifiche di dettagli tecnici nell’ambito di provvedimenti correttivi già in vigore.

«Resta ancora molto da fare per migliorare la concorrenza nel settore delle telecomunicazioni a beneficio dei consumatori europei. Meno burocrazia permetterà un intervento pubblico più mirato – ha affermato il Commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes – Le semplificazioni adottate oggi sono una prova concreta della nostra volontà di concentrare gli interventi del regolatore sui settori in cui la concorrenza non è ancora sufficiente».