La Svezia fa dietrofront sulla legge Orwell

di Roberta Donofrio

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Dopo le proteste di cittadini e provider per le violazioni di privacy, le autorità svedesi hanno deciso di modificare la legge Orwell che imponeva il controllo delle comunicazioni

Il Governo svedese ha deciso di ridimensionare il regime di sorveglianza sulle comunicazioni interne ed estere del paese.

La legge Orwell che da giugno disciplina la materia, aveva affidato alla Försvarets Radioanstalt (FRA), l’agenzia del Ministero della Difesa il rigido controllo di e-mail e telefonate dei cittadini per scongiurare potenziali attacchi terroristici.

Contro le numerose ingerenze politiche sulle attività dell’agenzia e le continue violazioni della privacy si sono sollevati non solo cittadini, internet provider e anche Google che ha minacciato di lasciare la Svezia.

Le autorità governative quindi hanno adottato un atteggiamento di maggiore apertura sulla questione della sorveglianza: «Non c’è più motivo di parlare di una sorveglianza di massa» ha dichiarato il ministro della difesa svedese Sten Tolgfors.

Pertanto le intercettazioni e le attività di data mining sulle comunicazioni dovranno essere approvate da un tribunale speciale che valuterà le richieste di monitoraggio in base alla loro effettiva minaccia all’incolumità del Paese.

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