Consulenze PA, online l’elenco degli inadempienti

di Lorenzo Gennari

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Più della metà delle amministrazioni pubbliche non hanno comunicato al ministero i dati relativi alle spese per le consulenze del 2006. Online l'elenco completo

Da poche ore è online, sul sito del ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, l’elenco delle amministrazioni pubbliche che non hanno comunicato le spese relative alle consulenze per il 2006. Tra regioni, provincie, comuni, magistratura, ministeri, agenzie fiscali, agenzie autonome ed enti ex art.70 d.lgs. 165/2001, sono ben il 55% del totale.

Il D.lgs. 165 del 2001, al comma 14 dell’art. 53 parla chiaro: «le amministrazioni pubbliche sono tenute a comunicare al dipartimento della funzione pubblica, in via telematica o su supporto magnetico, entro il 30 giugno di ciascun anno, i compensi percepiti dai propri dipendenti anche per incarichi relativi a compiti e doveri d’ufficio; sono altresì tenute a comunicare semestralmente l’elenco dei collaboratori esterni e dei soggetti cui sono stati affidati incarichi di consulenza, con l’indicazione della ragione dell’incarico e dell’ammontare dei compensi corrisposti».

Per questo motivo, come recita il comma 15 dello stesso articolo: «le amministrazioni che omettono gli adempimenti di cui ai commi da 11 a 14 non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono».

Il totale delle consulenze già pubblicate online nelle scorse settimane ammonta a 263.089 incarichi per un totale di 1.287.894.854,25 di euro. Si può ragionevolmente ipotizzare, come scrive il ministero ad un click di distanza dalla home page, che il numero di consulenze e gli importi possano essere raddoppiati. Pertanto, si può stimare che esistano circa 500.000 incarichi per una spesa totale di oltre 2.500.000,00 di euro.

La mancata comunicazione, specifica il ministero, può essere dovuta a non conferimento di incarichi di consulenza o collaborazione, ad omessa dichiarazione o alla trasmissione dei dati con modalità non conformi alla circolare n.198 del 31 maggio 2001, che prevede come modalità esclusiva di trasmissione quella telematica, al fine di uniformare i dati.