Prodotti Hi-tech: l’UE impone dazi doganali fuori norma

di Roberta Donofrio

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Gli Stati Uniti hanno rivolto un appello alla World Trade Organization per abrogare le tariffe doganali imposte dall'Unione Europea sui prodotti tecnologici

Gli Stati Uniti e il Giappone si sono rivolti alla World Trade Organization per denunciare la politica adottata da Bruxelles sul commercio internazionale dei prodotti di hi-tech. I dazi doganali imposti nei paesi dell’Unione Europea costituirebbero una violazione dell’ITA, Information Technology Agreement, l’accordo stipulato nel 1996 che prevede la libera circolazione dei beni in 71 nazioni.

Da mesi gli USA stanno cercando di far abolire le tariffe europee che in alcuni casi arrivano al 14%: «L’Unione Europea dovrebbe collaborare con gli Stati Uniti – ha affermato Susan C. Schwab, Rappresentante del Commercio USA – per la promozione delle nuove tecnologie ed evitare di adottare stratagemmi protezionistici per incrementare i dazi su questi prodotti. Si rende necessario che l’Unione Europea elimini definitivamente i nuovi dazi e cessi la manipolazione delle tariffe per scoraggiare l’innovazione tecnologica».

In particolare, gli USA fanno riferimento ai dazi illegimi applicati agli schermi piatti dei computer, ai decoder con accesso a Internet e alle stampanti digitali multifunzioni. Questi prodotti nel tempo hanno cambiato funzione rientrando nella categoria dell’elettronica di consumo che di fatto non è esplicitamente menzionata nell’Information Technology Agreement. I funzionari doganali europei hanno quindi deciso di imporre a queste apparecchiature le stesso tariffe valide per gli altri prodotti provenienti da altri stati.

Per i produttori americani e giapponesi questa interpretazione dell’Accordo sta compromettendo l’esportazione mondiale dell’hi-tech: «L’Unione Europea sta tassando l’innovazione: una mossa che potrà ostacolare lo sviluppo tecnologico nell’industria IT e far aumentare i prezzi per milioni di attori del mercato e di consumatori».