Vodafone raccoglie la sfida per l’ambiente

di Lorenzo Gennari

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Rigenerare vecchi cellulari e produrre energia pulita: questo l'obiettivo dell'iniziativa "Il tuo telefono ha ancora tanta energia" che si avvale del contributo oltre che di Vodafone, di Enel e di Legambiente. La campagna partirà il 12 maggio

Vodafone ha deciso di allargare il suo progetto denominato “My Future” al contributo di tutti gli utenti (anche quelli che non sono clienti Vodafone). Lo ha fatto integrando l’iniziativa “Il tuo telefono ha ancora tanta energia” come elemento portante del progetto stesso.

“My future” raccoglie tutte le iniziative di Vodafone per un business responsabile e a tutela dell’ambiente. L’obiettivo generale è quello della trasparenza e della sostenibilità, in particolare l’azienda punta alla riduzione del 50% delle emissioni di CO2 entro il 2020. Gli strumenti saranno quelli della maggiore efficienza energetica e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili. Per fare un paragone, si può pensare all’obiettivo fissato dall’Unione europea che prevede un calo del 20% delle emissioni al 2020.

La campagna di raccolta e rigenerazione dei telefoni non più utilizzati contribuirà alla realizzazione di impianti fotovoltaici nelle scuole d’Italia. Enel e Legambiente saranno i partner attivi dell’iniziativa che prevede un “recycling tour” di dieci tappe in tutta Italia.

Inoltre, chi porterà il vecchio cellulare in uno degli 800 punti di raccolta (presso i negozi Vodafone One), riceverà in omaggio tre lampadine a basso consumo messe a disposizione da Enel.si.

In Giappone l’attività di raccolta dei rifiuti elettronici, ha dato vita ad aziende che si sono poi specializzate nell’estrazione dei metalli preziosi in particolare dai telefoni cellulari. In questi apparecchi infatti è molto usato l’oro, perché è un conduttore migliore del rame. In più ci sono tracce anche di iridio, argento e altri metalli preziosi.

Il fenomeno, che va sotto il nome di “urban mining” e che consiste proprio nella ricerca ed estrazione di questi metalli dai componenti di vari tipi di oggetti elettronici, sta dilagando nei paesi asiatici, ma da noi non viene ancora preso troppo in considerazione.

Se si considera che da una tonnellata di materiale grezzo estratto da una miniera si ottengono mediamente solo cinque grammi di oro, mentre da un?altrettanta quantità di cellulari se ne ricavano ben centocinquanta e oltre, si può capire come il fattore trainante potrebbe non limitarsi solo ad una questione ambientale, ma ad un vero e proprio business della spazzatura elettronica.

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