RaiNet, per l’ex capo non si punta sulla tecnologia

di Lorenzo Gennari

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Alberto Contri, il manager di RaiNet rimosso dall'incarico il 12 marzo scorso racconta quanto poco la RAI abbia investito nelle nuove tecnologie della Rete. Le accuse vanno dai server conservati male alla mancanza di diritti per i prodotti di punta

In una lettera al Consiglio di Amministrazione RAI, Alberto Contri fa il punto sul suo operato nei cinque anni di lavoro presso il settore web della tv pubblica. Nel documento (ben 67 pagine), inoltre, il manager lancia forti accuse nei confronti della Direzione Generale di Viale Mazzini.

Secondo Contri, il piano industriale generale della RAI avrebbe riportato infatti «informazioni scorrette» a proposito di RaiNet e dei suoi risultati, specialmente per quanto riguarda il confronto tra la struttura da lui gestita e quelle analoghe delle tv estere.

In effetti, i risultati del 2007 non erano stati strabilianti per una realtà come la Rai, ma Contri ci tiene a sottolineare il contesto in cui lavorava. Si va dalla mancanza di presidio, oltre che di un adeguata areazione (come documentano alcune foto fatte da Contri stesso), per le stanze dove vengono conservati i server con gli archivi video digitali all’impossibilità di trasmettere via web i prodotti di punta (Benigni, Fiorello, Celentano, solo per citarne alcuni) per la mancanza dei diritti.

La qualità del servizio in questo modo era davvero penalizzata determinando spesso interruzioni totali nell’erogazione dell’offerta agli utenti. In alcuni casi, si arrivava al paradosso che le clip video trasmesse sulle reti nazionali erano su tutti i principali siti tranne che su quello Rai.

Contri sostiene anche di essersi trovato tra i piedi società private che facevano lavori che RaiNet avrebbe potuto garantire da sola. «Soldi pubblici buttati via», continua l’ex dirigente, «soprattutto su Internet dove la pubblica amministrazione spreca milioni di euro per progetti informatici creati da società interne o troppo amiche».

Accuse che trovano riscontro nel recente report di Assinform che mette in evidenza la mancanza di reali investimenti della PA italiana come una delle cause per cui internet, l’Adsl e l’informatica in Italia rimangano più arretrati rispetto alle altre nazioni europee.

Il rinnovamento dirigenziale coincide con un rilancio della galassia Internet della Rai. RaiNet e la Direzione Nuovi Media (finora divise) viaggiano verso un’integrazione in una realtà unica. Forse è questa integrazione che potrebbe rimediare alle criticità che Contri ha voluto sottolineare nel momento dell’addio.

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