Nuova Zelanda: SMS in archivio degli operatori

di Roberta Donofrio

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Le forze di polizia della Nuova Zelanda fanno richiesta di una legge che obblighi le compagnie telefoniche a conservare in archivio i messaggi di testo

La Nuova Zelanda intraprende la politica del data retention per la telefonia mobile.

Per garantire maggiore efficacia alle azioni di lotta alla criminalità, le forze di Polizia hanno deciso di passare al vaglio gli sms prodotti nel paese chiedendo al governo di adottare una legge che imponga agli operatori telefonici la conservazione dei messaggi di testo inviati attraverso le loro reti.

Questa iniziativa consentirebbe alle forze dell’ordine di risalire agli utenti attraverso l’analisi degli SMS anche quando questi siano stati cancellati dai cellulari.
Una procedura che, vista la mole di comunicazioni che viene affidata ai messaggi di testo, già in passato ha contribuito alla risoluzione di molte indagini giudiziarie rivolte contro attività criminose.

Secondo le dichiarazioni di Greg O’ Connor, presidente della Police Association, questa nuova legge non implica alcuna violazione della privacy in quanto l’intervento delle forze dell’ordine e un loro accesso agli archivi resterà comunque sottoposto all’autorizzazione dei giudici.
Tuttavia il Ministro responsabile della Giustizia e delle forze di Polizia, Annette King fa sapere che avrebbe preferito evitare il ricorso all’emendamento con un accordo tra Polizia e operatori.

Per il momento tra le compagnie telefoniche che operano nel paese solo la Telecom New Zealand conserva gli SMS in archivio, mentre gli altri operatori non hanno mai effettuato questo tipo di attività.