Veneto, 2 milioni e mezzo per la videosorveglianza

di Lorenzo Gennari

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La sicurezza è diventata una priorità tale da far investire grandi quantità di denaro pubblico al fine di proteggere i cittadini con le migliori e più efficienti tecnologie. In Veneto contributo record

Ammonta a 2 milioni e seicentosettantasei euro il contributo che la Regione Veneto ha messo a disposizione dei singoli Comuni per la realizzazione di 51 progetti finalizzati al potenziamento della sicurezza pubblica regionale.

La disponibilità dei fondi è stata possibile attraverso uno specifico Decreto della Regione, nell?ambito della legge regionale 9 del 2002. In realtà il provvedimento inquadra il finanziamento nell’ottica più ampia dei progetti per la vigilanza e il controllo e comprende appunto la videosorveglianza del territorio ma anche l?adeguamento tecnologico delle polizie locali.

A testimonianza della diffusione e dei sistemi di videosorveglianza in tutto il paese ci sono le telecamere installate in più di 130 comuni italiani. Duemila telecamere a Roma (solo in Via Veneto ce ne sono 35) e settecento a Milano sono i numeri che colpiscono di più, ma in relazione alla popolazione, la città con il record di telecamere è Reggio Emilia dove funziona un occhio elettronico ogni 650 abitanti.

Se da un lato l’ufficio del garante della privacy era già intervenuto pubblicando una serie di regole per porre ordine nella giungla della videosorveglianza, definendo l’iniziativa come un «fenomeno allarmante che attenta alla privacy ed alla libertà delle persone», dal punto di vista della lotta alla criminalità, risulta essere un valido aiuto per le forze dell?ordine ed in particolare per le polizie municipali.

L?Assessore alle Politiche per la Sicurezza dei Cittadini della Regione Veneto, Massimo Giorgetti, ha fatto notare come la Giunta stia già predisponendo nuovi strumenti e che perciò i progetti non si esauriranno con la sola installazione delle telecamere.

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