Anche la PA vuol fare l’Erasmus

di Lorenzo Gennari

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L'Unione europea ha approvato uno stanziamento di 1,5 milioni di euro per un progetto che punta a consentire l'accesso a tirocini formativi presso le istituzioni europee a nuovi assunti della PA che si occuperanno di politiche comunitarie

Allargare l’Erasmus alla Pubblica Amministrazione, questa l’idea che l’eurodeputato Gianni Pittella è riuscito a far condividere a tutto il Parlamento dell’Unione europea. Il progetto che permette ai giovani di studiare all’estero ora riguarderà anche i funzionari della Pubblica Amministrazione.

A dicembre del 2007, si erano incontrati a Bruxelles i circa cento operatori delle piccole e medie imprese europee che avevano partecipato al progetto pilota del programma «Erasmus per i giovani imprenditori», appositamente finanziato dal bilancio 2008 dell’Unione e proposto dallo stesso Pittella. In quell’occasione l’eurodeputato italiano, parlando ai giovani imprenditori, aveva annunciato la volontà di estendere, seppur in forma sperimentale, la stessa iniziativa alle pubbliche amministrazioni degli stati europei. In questo modo, i neolavoratori avrebbero potuto svolgere un periodo formativo in un paese diverso da quello dove erano stati assunti.

Pittella aveva poi aggiunto: «È molto importante che il Parlamento europeo possa proporre ogni anno alla Commissione alcuni progetti pilota che vengano poi inglobati nei nuovi programmi comunitari». In quest’ultimo caso infatti l’iniziativa si inserirà nel quadro del progetto di Lisbona per migliorare l?efficienza della Pubblica amministrazione. Sarà quindi la Commissione a decidere i dettagli a livello territoriale e il tipo di funzionari che potranno beneficiare del programma.

Certo, non dovrà essere un caso isolato, ma nell’eventualità di successo, questa esperienza sarà la prova che l’integrazione europea può avvenire non solo tramite la firma di trattati e accordi tra i governi, ma anche «dal basso», coinvolgendo i cittadini, siano essi studenti, imprenditori o dipendenti pubblici.