La guerra fredda del Cyberspace

di Roberta Donofrio

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Entro la fine del 2008 il Governo statunitense recluterà trentamila cyberguerrieri dell'unità AFCYBER delle Forze Armate aeree per individuare i punti deboli della rete informatica Difesa americana

Gli Americani ancora sul piede di guerra. Ma stavolta il fronte militare è il Cyberspace e le armi impiegate sono software di ultima generazione.

Il Pentagono, infatti, ha deciso di reclutare trentamila cyberguerrieri, inquadrati nell’unità AFCYBER delle Forze armate aeree statunitensi, per pattugliare il cyberspazio.

La cyberarmata, il cui reclutamento si concluderà entro la fine del 2008, per ora sarà impegnata a supportare l’esercito nelle azioni tradizionali e individuare i punti deboli della rete informatica della Difesa americana. In questo modo per il Governo Statunitense sarà possibile pianificare eventuali risposte informatiche agli attacchi, non trascurando l’ipotesi di operazioni che mirino a distruggere totalmente le capacità aggressive nel cyberspazio dei nemici.

L’unità militare informatica dell’Air Force avrà una sorta di carta bianca del Pentagono per operare, senza limiti, nella guerra fredda che si sta combattendo, di fatto, sulla Rete. E se prima la battaglia era condotta in modo ufficioso, oggi gli Stati Uniti hanno deciso di partecipare in maniera organizzata e ufficiale a questo conflitto mai dichiarato.

Per sostenere la loro preparazione il governo americano ha deciso di stanziare dieci milioni di dollari all’anno. Il primo strumento di cui verrà dotata la nuova struttura militare sarà un centro di ricerca che vigili sulla vulnerabilità dei software utilizzati dalle istituzioni statunitensi.