Siti governativi? Non si trovano su Google

di Marianna Di Iorio

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È quanto afferma John Needham di Google, riferendosi alle barriere invisibili che spesso i siti governativi costruiscono involontariamente

«Abbiamo rilevato che molte agenzie governative costruiscono il proprio sito Web in modo da prevenire che i motori di ricerca possano includere le loro informazioni tra i risultati della ricerca, spesso involontariamente».

Con queste parole si è espresso ieri John Needham di Google, difronte alla Commissione del Senato sulla Sicurezza Interna e gli Affari Governativi.

In particolare, negli Stati Uniti, circa 2000 siti governativi non sono rintracciabili attraverso motori di ricerca come Google, Yahoo e MSN.

Secondo Needham, la principale barriera che alcuni portali pongono senza esserne consapevoli riguarda la struttura dei form che gli utenti devono compilare per effettuare una ricerca interna: spesso sono richiesti troppi campi da compilare, con troppe informazioni inutili.

Altre barriere riguardano, inoltre, i link inaccessibili e quelli che non esistono più.

Si tratta questo di un danno per i cittadini, ha aggiunto ancora il portavoce di Google, in quanto se non troveranno le informazioni che desiderano tramite i motori di ricerca, rischieranno di non conoscere i servizi che le diverse agenzie offrono.

Dello stesso parere il vice direttore del Center for Democracy and Technology, Ari Schwartz: «le agenzie governative devono riconoscere che i contribuenti non troveranno le informazioni che desiderano a meno che queste non possano essere rintracciate tramite un motore di ricerca commerciale».

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