Piccoli Comuni, l’unione fa la forza

di Paolo Iasevoli

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Servizi migliori a costi inferiori: secondo lo studio di ANCI l'associazionismo dei Comuni italiani è in crescita esponenziale, ed è la soluzione scelta da quasi 300 enti

Migliorare l’offerta dei servizi ai cittadini facendo quadrare il bilancio. Per i comuni, in particolare quelli più piccoli, la soluzione migliore sembra essere l’associazionismo.

Lo rivela l’ultimo studio di ANCI, che ha evidenziato una crescita esponenziale negli ultimi anni degli enti che scelgono questa strada. Sugli 8.103 municipi italiani, infatti, ben 1.313 sono associati in un’unione, il che ha portato le associazioni dalle 16 del 1999 alle attuali 290.

In particolare l’associazionismo è preferito dalle realtà più piccole, con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti. Non è un caso infatti che ben il 95% dei municipi associati appartenga a questa categoria, quota che scende al 21% quando si parla di piccoli Comuni.

Probabilmente in questi casi l’associazionismo è l’unico modo per offrire servizi efficienti, come dimostrano anche i dati: dal 2000 al 2005 i servizi gestiti dalle unioni sono aumentati in maniera esponenziale, passando da 318 a 2.090, abbracciando servizi sociali e tecnici, scuole e contabilità.

Geograficamente l’ANCI rileva un sostanziale squilibrio: il 51% delle unioni è concentrata al Nord, che così stacca nettamente il resto d’Italia. Seguono il Centro e il Sud, rispettivamente con il 19 e il 18% e chiudono le Isole con una quota del 12% In totale, la popolazione di tutti i Comuni associati ammonta a 4,38 milioni.

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