Italia.it, non si fermano le polemiche

di Marianna Di Iorio

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Ad un mese esatto dalla chiusura definitiva del portale Italia.it, gli utenti continuano a fare richiesta di trasparenza in merito alla sua documentazione. Ma il Governo dice no

Lo scorso Marzo, dopo appena un mese dal lancio ufficiale del portale Italia.it, gli utenti volevano vederci chiaro. E per questo circa 1500 navigatori avevano scritto una lettera aperta, pubblicata poi sul blog “scandaloitaliano”, richiedendo la documentazione e gli atti riguardanti la realizzazione del portale. Ma il Governo aveva risposto in maniera negativa. Ora dopo cinque mesi, il Governo interviene ancora sulla vicenda e comunica un nuovo “no”.

In particolare, il Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in seguito ad una nuova lettera rilasciata nel mese di Luglio, comunica: «a seguito dell’esame della domanda, la commissione ha concluso, con un motivato parere, che la domanda di accesso, come formulata da codesta Associazione, “…non rientra tra i diritti specifici dei consumatori…in quanto finalizzata genericamente a conoscere i costi della pubblica amministrazione, in funzione di un generico ed indistinto interesse al contenimento della spesa pubblica».

Una risposta questa che pone di cattivo umore gli utenti che puntavano invece alla trasparenza insita nelle nuove tecnologie. Una richiesta che, comunque, si è fatta ancora più insistente dopo che il mese scorso è stata sancita la fine del portale del turismo italiano.

Una fine che ha lasciato non poche perplessità in merito alle spese sostenute per la sua realizzazione e ai motivi che hanno spinto il Governo a cessare i finanziamenti.