Il phishing minaccia le presidenziali USA

di Paolo Iasevoli

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Il libro Crimeware appena pubblicato da un professore dell'Indiana University lancia l'allarme: il sistema elettorale americano è a rischio pirati informatici

Le imminenti elezioni presidenziali degli Stati Uniti sono esposte a numerosi pericoli che arrivano dalla Rete.

Ad annunciarlo è il libro Crimeware, pubblicato in questi giorni da Markus Jakobsson, professore dell’Indiana University School of Informatics, e Zulfikar Ramzan, ricercatore di Symantec. Secondo i due luminari, l’ormai dilagante presenza dei candidati sul Web ne esporrebbe l’attività a attacchi informatici e frodi.

Oltreoceano è ormai pratica comune per i politici condurre le proprie campagne di propaganda su internet, e tutti i 17 candidati alle presidenziali del 2008 hanno attivato un servizio per raccogliere fondi direttamente online. Tuttavia, l’ancora insufficiente familiarità della classe politica con le nuove tecnologie potrebbe rivelarsi pericolosa.

La prima minaccia risponde al nome di phishing, la tradizionale frode online. Sono già stati rilevati numerosi esempi di siti web fasulli che, grazie all’indirizzo simile a quello dei siti ufficiali dei politici, hanno attirato ignari visitatori che hanno effettuato donazioni pensando di contribuire alla causa del loro partito. I soldi finivano invece nelle tasche dei truffatori.

Symantec ha identificato quasi 200 siti-truffa, di cui 58 collegati al dominio di Hillary Clinton e 52 a quello di Barak Obama. Curiosamente, i Democratici sono presi di mira in misura maggiore rispetto ai Repubblicani.

Ma i rischi, second Friedrichs, vanno ben oltre il phishing: «diffusione di informazioni diffamatorie, virus e invasione delle privacy» sono tutti pericoli che minano non solo l’immagine dei politici ma anche la fiducia degli elettori.

Anche nel 2004 i phisher si sono intromessi nella corsa di Kerry ed Edwards alle primarie, con frodi e attacchi di tipo DOS (denial-of-service), che hanno messo fuori uso i siti dei candidati.

Tuttavia, assicurano gli autori, non ci sono prove che i cybercriminali riescano ad alterare i risultati delle elezioni. Quello che è certo, però, è che ormai sono diffusi anche online tattiche poco piacevoli come l’intimidazione e l’inganno che possono turbare gli elettori meno smaliziati.

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