Bonus Giorgetti: calcolo convenienza ed esempi pratici

Risposta di Barbara Weisz

1 Ottobre 2025 18:26

Fabrizio chiede:

In merito al bonus Giorgetti, un lavoratore a quanto rinuncia della futura pensione? Un precoce ha convenienza ad aderire?

I calcoli dipendono naturalmente dall’importo dello stipendio del lavoratore, in base al quale si calcolano i contributi a suo carico e di conseguenza l’apporto al montante contributivo utile per la pensione. Le posso però fornire alcuni riferimenti basati sulle meccanismo di funzionamento del Bonus Giorgetti.

Questa forma di posticipo del pensionamento consente al dipendente che ha maturato i requisiti per la pensione anticipata oppure per la Quota 103 di restare al lavoro, non esercitando il diritto a pensione, e di chiedere però di corrispondere direttamente in busta paga la quota di contributi a proprio carico.

Ebbene, questa quota generalmente è pari al 9,19%. Quindi, lei può quantificarla facilmente rapportandola al suo imponibile previdenziale lordo. Questo calcolo le consente di conoscere la somma mensilmente sottratta al suo montante contributivo, ovvero la quota di accantonamento a proprio carico che confluisce nella futura pensione.

Quantificare con precisione la riduzione del futuro assegno questo è più complesso per le diverse variabili in gioco, come il montante pregresso accumulato ed il coefficiente di trasformazione anagrafico.

Per un’idea di massima può utilizzare un simulatore online delle pensione online, ad esempio quello predisposto dall’INPS o su PMI.it, e inserire l’importo del suo stipendio depurato dalla trattenuta previdenziale (il 9,19% dell’imponibile), in modo tale che il risultato tenga conto del Bonus Maroni – Giorgetti.

Può anche provare ad applicare il coefficiente di trasformazione corrispondente all’età a cui pensa di ritirarsi: trova una tabella utilizzabile sul portale dell’INPS. Deve applicarlo alla somma di contributi a cui rinuncia; il risultato dovrebbe darle un’idea di riferimento sulla riduzione dell’assegno previdenziale.

In linea di massima, più si è prossimi all’età pensionabile e meno evidente è la penalizzazione sull’assegno futuro. I lavoratori precoci in genere possono vantare un montante già piuttosto nutrito a fronte di un coefficiente di trasformazione a sua volta elevato, fattispecie che dovrebbe metterli al riparo da riduzioni eccessive nel momento in cui maturano il diritto al Bonus Giorgetti (che si applica soltanto nei casi in cui si raggiungono i requisiti per la Quota 103 oppure per la pensione anticipata ordinaria, secondo la Legge Fornero) e scelgono di esercitare il diritto alla rinuncia della trattenuta previdenziale.

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Risposta di Barbara Weisz