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Scuola: le ferie non godute vanno pagate ai supplenti precari

di Teresa Barone

8 Luglio 2025 12:29

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Il diritto all’indennità sostitutiva deve essere garantito a tutti i lavoratori, compresi gli insegnanti con contratti a termine.

Anche i docenti della Scuola con contratti a termine hanno diritto a vedere monetizzate le ferie non godute. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 11968 del 7 maggio 2025. La decisione dà ragione alla folta schiera di richieste da parte di insegnanti precari che hanno presentato ricorso contro il Ministero dell’Istruzione, al fine di ottenere il pagamento delle ferie non godute.

Durante i periodi di festività o di sospensione della didattica, infatti, se i docenti precari vengono collocati in ferie senza alternativa, a fine anno si ritrovano con il numero dei giorni di ferie utilizzabili spesso notevolmente ridotto.  Ebbene, secondo la Cassazione, il diritto all’indennità sostitutiva deve essere garantito a tutti i lavoratori, a meno che il datore di lavoro (nello specifico l’amministrazione scolastica) non dimostri di aver adempiuto ad alcuni obblighi:

  • informare chiaramente il docente precario sulla possibilità di utilizzare le ferie durante il periodo di sospensione delle lezioni;
  • comunicare le conseguenze del mancato godimento, vale a dire che senza una richiesta esplicita i giorni di ferie andranno perduti.

Da qui il diritto alla monetizzazione delle ferie con indennità sostitutiva laddove non è stato possibile esercitare il diritto al loro godimento in piena trasparenza.