La firma è arrivata il 27 febbraio 2026 all’ARAN, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni: il rinnovo del CCNL per l’Area della Dirigenza Medica e Sanitaria 2022-2024 è definitivamente sottoscritto, dopo la certificazione della Corte dei Conti. Un accordo che riguarda 137.000 dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale — 120.000 medici e 17.000 dirigenti sanitari non medici — e che porta in busta paga i primi effetti già da marzo 2026.
La copertura finanziaria complessiva è di 1,2 miliardi di euro, che si traducono in un incremento medio del 7,27% sulle retribuzioni. Non tutte le sigle sindacali hanno aderito: la CGIL ha confermato il proprio no, già espresso in fase di pre-intesa a novembre 2025, mentre Fassid ha sottoscritto il contratto definitivo.
Aumenti stipendio medici da marzo 2026: importi per fascia di incarico
Il dato medio — 491 euro lordi mensili per 13 mensilità — nasconde una forbice significativa tra le diverse qualifiche. Secondo i dati ARAN e le stime sindacali diffuse da ANAAO-ASSOMED e CIMO-FESMED, gli incrementi mensili lordi si articolano così:
| Fascia di incarico | Aumento mensile lordo | Arretrati lordi stimati* |
|---|---|---|
| Incarichi professionali iniziali | 322 € | 8.710 € |
| Media degli incarichi dirigenziali | 491 € | 6.500 € |
| Direttori di struttura complessa (area chirurgica) | 530 € | 14.540 € |
*Gli arretrati sono calcolati al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta e variano in base alle singole voci retributive aziendali.
Una parte degli aumenti andrà a incrementare lo stipendio tabellare, il resto confluirà nella retribuzione accessoria — in particolare sulla retribuzione di posizione, che per i dirigenti neoassunti registra un rafforzamento fino al 55%, con l’obiettivo esplicito di rendere più attrattivo l’ingresso nel SSN per i giovani professionisti.
Indennità di specificità è ancora bloccata
Su questo punto i sindacati firmatari si sono espressi con toni critici, nonostante abbiano sottoscritto l’accordo. ANAAO-ASSOMED e CIMO-FESMED hanno denunciato che l’indennità di specificità medica — già finanziata con 407 milioni di euro nella Legge di Bilancio 2026, con un aumento del 33% dal 1° gennaio 2026 — rimane congelata fino alla firma del prossimo contratto 2025-2027. In pratica: le risorse ci sono, ma i medici non le vedranno in busta paga finché non si chiuderà il nuovo ciclo contrattuale.
Una situazione analoga riguarda i 26,5 milioni stanziati per la dirigenza sanitaria non medica. Per i sindacati si tratta di “un’assurdità” che il Governo è chiamato a correggere con urgenza.
Chi rientra nel contratto rinnovato
Il CCNL si applica ai dirigenti medici, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie dipendenti di aziende e enti del SSN, sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato. Rientrano anche gli Istituti zooprofilattici sperimentali (IZS) e le Agenzie regionali per la protezione ambientale (ARPA).
Restano invece esclusi i medici convenzionati con il SSN — i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta — che hanno un regime contrattuale separato. Il contratto è distinto anche dal CCNL del Comparto Sanità 2022-2024 firmato nell’ottobre 2025, che ha riguardato gli altri 581.000 lavoratori non medici del SSN — infermieri, OSS, tecnici sanitari e personale amministrativo — con aumenti medi di 172 euro mensili.
Cosa cambia per tutele, ferie e ricostituzione rapporto
Oltre agli aspetti retributivi, il contratto introduce alcune modifiche normative di rilievo. Le principali riguardano:
- il rafforzamento delle tutele per le vittime di aggressioni, con patrocinio legale a carico dell’azienda e supporto psicologico su richiesta del dirigente;
- la riduzione delle decurtazioni retributive per chi svolge attività libero-professionale intra-moenia in regime di extramoenia allargato;
- la possibilità di fruire delle ferie anche durante il periodo di preavviso in caso di dimissioni;
- la ricostituzione del rapporto di lavoro entro cinque anni dalla cessazione — anche presso un’azienda sanitaria diversa dall’ultima — per chi abbia interrotto il servizio per propria scelta o per motivi di salute.
Già aperto il cantiere per il contratto 2025-2027
Con la chiusura del triennio 2022-2024, l’ARAN e il Comitato di settore Regioni-Sanità hanno già approvato gli atti di indirizzo per avviare le trattative del CCNL 2025-2027. Il via libera formale arriverà dopo l’autorizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. I sindacati firmatari puntano a riallineare la cadenza contrattuale al triennio di riferimento, dopo anni di ritardi accumulati. Per i lavoratori non medici del SSN è già previsto nel nuovo ciclo un ulteriore incremento del 6,9%.