Internet fra i grandi, G8 a Parigi

di Barbara Weisz

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Stati generali della rete voluti dal presidente francese Sarkozy, che insiste sulla necessità di regole. Schmidt: banda larga per tutti. Il caso del tassista mantovano.

Se ancora qualcuno aveva dubbi, ora se li sarà tolti: Internet è fra i “grandi del mondo”. Letteralmente, visto che il summit, che inizia domani in Francia, fra i capi di Stato e di Governo degli 8 paesi più industrializzati, è stato preceduto da una due giorni che ha riunito, invece, i grandi della rete: il G8 di Internet, fortemente voluto e organizzato a Parigi dal presidente francese Nicholas Sarkozy.

Presenti i nomi eccellenti del settore dal top manager di Google, Eric Schmidt, al fondatore di Wikipedia Jimmy Wales al presidente di NewsCorp Rupert Murdoch, a Jeff Bezos di Amazon al fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, che oggi con il suo discorso chiude il vertice.

«Non voglio cercare di controllare la Rete, ma piuttosto aprire un dialogo proficuo tra governi e gli attori di Internet», ha spiegato l’inquilino dell’Eliseo in apertura dei lavori. Un discorso, il suo, che ha unito un elogio della rete a più riprese (Internet è la “terza onda”, dopo la scoperta dell’America e la Rivoluzione Industriale, è “la nuova frontiera”) con la necessità di regolamentazione che è da sempre un pallino del presidente francese (vedi la controversa Legge HAadopi, contro la pirateria online).

Ma la rete non deve diventare «un universo parallelo fuori dalle leggi e dalla morale». C’è una «contraddizione straordinaria nel dire che Internet abolisce le frontiere e poi continuare a fare come se le regole potessero essere solo nazionali. A costo di sembrare impopolare, voglio dirvi che non potete rifiutare un minimo di regole e valori comuni». Insomma un discorso che ha messo l’accento sulla necessità di regole, ad esempio a protezione della privacy e del diritto d’autore.

Di diversa opinione Eric Schmidt: «Prima di pensare a progetti di regolamentazione, chiediamo ai governi di studiare soluzioni tecnologiche per risolvere i problemi da un punto di vista globale». Perchè la miglior politica della rete «è dare la banda larga fissa e mobile a tutti i cittadini».

Come si vede, un vertice che ha sollevato grandi temi e un dibattito ai massimi livelli. Del resto, secondo uno studio McKinsey presentato in questa occasione, il web rappresenta il 3,4% del pil in 13 paesi (quelli del g8 più Brasile, Cina, India, Corea del Sud, Svezia). L‘Italia, però, non è fra i primi della classe, anzi. È terzultima, ovvero undicesima fra i 13 paesi analizzati, davanti solo a Russia e Brasile. Dominano la classicia, Svezia e Stati Uniti.

L’Italia, però, la sua soddisfazione l’ha avuto, eccome. Perchè l’emblema di come un click possa battere la crisi mondiale è un tassista mantovano (per la precisione vive a  Ceresara). Si chiama Federico Hoefer, e la sua “case history” è stata proposta alla platea parigina nientemeno che da Eric Schmidt.

Un signore 45 enne che era responsabile vendite nel Nord Italia e che con la crisi si è trovato senza lavoro. Nel 2009 ha aperto una attività di noleggio auto con conducente (“non sono un tassista” precisa infatti). Si è promosso grazie a un sito, Ladyblu.it, si è impegnato perchè fosse sempre fra i primi risultati di Google, e ora fattura 5-6mila euro al mese e le sue pagine sono presenti nei motori di ricerca internazionali.