Sardegna a banda larga

di Stefano Pierini

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Con progetto "infrastrutture e servizi banda larga nelle aree svantaggiate" la Regione Sardegna si appresta a colmare un divario che affligge ancora troppi Comuni della zona. Ecco come

Il presente progetto della Regione Sardegna riprende un intervento (SICS) già programmato nel II atto integrativo (2005) che aveva come obiettivo l’estensione della fibra ottica per i Comuni con più di 2500 abitanti. La diffusione dei servizi a banda larga è un’esigenza molto sentita a livello locale e, per evitare dispersione di risorse finanziarie ed umane, la Regione attua interventi di coordinamento, supporto nella logica di un sistema di interoperabilità. A tal fine ha già realizzato la dorsale della Rete Telematica Regionale (RTR) in ciascuna delle 8 province, oltre ai cablaggi metropolitani in fibra ottica nelle principali città dell’isola.

I Comuni coperti da servizi a banda larga erano, alla fine del 2005, 93 su 377, con un’incidenza sulla popolazione raggiunta pari al 65%. I restanti 284 Comuni sono stati in parte raggiunti da fibra ottica (circa il 40%) ma non rientrano nel “digital divide” di medio periodo (scarso interesse da parte degli operatori) mentre gli altri, non collegati con la fibra ottica, evidenziano un deficit infrastrutturale.

Per sopperire a tale situazione, oltre al già citato progetto SICS, si è proceduto all’affidamento a Infratel Italia, società di scopo costituita dal Ministero delle TeleComunicazioni e da Sviluppo Italia per abbattere il “digital divide”, della costruzione degli impianti in 11 Comuni (Arbus, Bolotana, Cabras, Dorgali, Ittiri, Ottana, Samassi, Santadi, Serramanna, Usini, Uta).

La conclusione dei lavorii è pervista per il primo trimestre 2008 con i Comuni di Bolotana, Ottana e Orgoli. A fronte di tali iniziative rimangono ancora 172 Comuni (17 % della popolazione) con grossi problemi di digital divide sia per la collocazione geografica (aree interne e del nord) sia per un deficit di mercato.

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