Il Gruppo l’Espresso riduce i costi e vola in Borsa

di Emanuele Menietti

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Piazza Affari ha accolto molto positivamente il piano di riduzione costi da 140 milioni di Euro previsto dal Gruppo Editoriale l'Espresso

140 milioni di Euro in meno per ridurre i costi e mantenersi competitivi. È questo l’ambizioso piano messo in campo dal gruppo editoriale L’Espresso, stretto dalla necessità di fronteggiare la crisi economica e di rimettere in ordine i conti con una profonda ristrutturazione dei propri assett. Il piano di riduzione dei costi è stato accolto molto positiviamente in Borsa, spingendo il titolo del gruppo editoriale romano verso un sensibile rialzo nelle prime ore di contrattazione di oggi (martedì 7 luglio).

La decisione di ridurre i costi è stata comunicata ufficialmente nella giornata di ieri dal consiglio di amministrazione di Gruppo Editoriale l’Espresso Spa, che ha analizzato e approvato l’ampio piano di interventi per adattare le politiche economiche della società alle attuali condizioni del mercato e alla contrazione degli investimenti pubblicitari, tra le prime fonti di ricavo dell’impresa. Il piano di risparmio ammonta complessivamente a circa 140 milioni di Euro, pari al 17% dei costi registrati dal gruppo nel 2008. Nell’importo sono naturalmente comprese le iniziative attivate già durante lo scorso anno e applicate a partire dai primi mesi del 2009.

Salvo un ulteriore peggioramento del quadro economico, i primi effetti legati alla riduzione dei costi saranno visibili a partire dal 2010, quando tutte le misure previste dal Gruppo Editoriale l’Espresso saranno entrate in vigore. Nel comunicato del consiglio di amministrazione si sottolinea comunque come i nuovi provvedimenti non impediranno alle testate del gruppo di mantenersi competitive: «Il piano salvaguarda sostanzialmente la fisionomia e la qualità dei prodotti in un momento di particolare impegno giornalistico confortato da risultati di vendita in crescita; il piano prevede altresì il mantenimento di un elevato livello di investimento in risorse e tecnologie per lo sviluppo della leadership del Gruppo, in particolare di Repubblica.it, nel mondo dell’informazione sul web».

La riduzione dei costi sarà resa possibile da una profonda serie di interventi strutturali che interesseranno i principali assett della società nel medio e nel lungo termine. Le iniziative di distribuzione dei contenuti scarsamente remunerative saranno soppresse, consentendo un abbattimento del 22% dei costi industriali rispetto al 2008, contestualmente a una revisione dell’attuale struttura produttiva per razionalizzare le risorse e intensificare le sinergie industriali tra il quotidiano la Repubblica e le testate locali.

Secondo alcune indiscrezioni circolate nelle ultime ore, i tagli potrebbero interessare anche un cospicuo numero di posizioni lavorative. Il solo quotidiano la Repubblica potrebbe subire una riduzione di 60 unità, condizione che potrebbe essere preparatoria per la richiesta dello stato di crisi. Tale eventualità naturalmente inquieta non poco il comitato di redazione della testa, benché al momento non siano ancora giunte conferme ufficiali da parte del gruppo editoriale.

La scelta di procedere con una sensibile riduzione dei costi è stata comunque accolta molto favorevolmente dagli investitori. Nelle prime ore di contrattazione a Piazza Affari il titolo l’Espresso ha guadagnato il 5,27%, raggiungendo punte del 6% e sfiorando quota 1,1 Euro di valore azionario. Un successo per il gruppo editoriale romano, ma anche un chiaro invito da parte degli azionisti a tradurre presto nella pratica l’annunciato e non indolore piano di ristrutturazione.

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