Le 12 tavole, si chiedono responsabilità e onestà

di Barbara Weisz

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Le nuove parole d'ordine dell'economia e della finanza mondiale sono al centro del documento economico del G8 e dei 12 punti dei global standard Ocse, documenti che si rivolgono direttamente ai governi ma anche ad aziende e manager

«Guidati dai nostri comuni valori, ci faremo carico delle questioni globali e promuoveremo un’economia mondiale aperta, sostenibile e giusta». Così i grandi riuniti all’Aquila hanno scritto nel documento economico approvato mercoledì nella prima giornata del vertice che non a caso si intitola “Leadership responsabile per un futuro sostenibile”. Etica, giustizia, responsabilità e trasparenza, come previsto, sono le nuove parole d’ordine dell’economia e della finanza mondiale. E sono i temi ricorrenti dei 12 punti dei “global standard” presentati al tavolo dei lavori dall’Ocse, l’organizzazione dei 30 paesi più industrializzati, e messi a punto con gli esperti del ministro italiano dell’Economia, Giulio Tremonti, e della cancelliera tedesca Angela Merkel.

La discussione su queste regole, contenute nel cosiddetto “Lecce Framework” non si è certo esaurita, anzi sono gli stessi otto grandi a sottolineare che se ne parlera’ in “forum piu’ ampi, come il G20 e oltre”. I capi di governo riuniti in Abruzzo hanno, come ci si aspettava, messo nero su bianco il fatto che condividono e intendono portare avanti la filosofia di base di un documento sul quale economisti e giuristi continueranno a lavorare. Le dodici tavole riguardano regole, governi, istituzioni, ma anche le imprese e i manager. Anzi, ci sono alcuni punti specificamente dedicati al mondo del business.

La filosofia di base, naturalmente, è espressa nel primo punto: «un’economia forte, corretta e pulita dev’essere basata sui valori di proprietà, integrità e trasparenza. Questi valori devono essere promossi dalle politiche pubbliche ed essere sostenuti dal business. Un efficace monitoraggio del modo in cui questi principi e standards vengono portati avanti deve essere effettuato con impegno regolare». Il secondo punto sottolinea che i governi, ma anche le aziende e «tutte le entità di business, di qualsiasi forma giuridica, in tutto il mondo» devono riconoscere questi valori nella consapevolezza che l’economia di mercato «è al servizio delle necessità e delle aspirazioni dei cittadini di tutti i paesi” e “merita il loro rispetto». Ci sono poi una serie di punti che riguardano la necessità di rendere funzionanti la cooperazione internazionale e le leggi dei singoli paesi per prevenire le illegalità, la lotta all’evasione fiscale, per rendere “equi, trasparenti, chiari” i rapporti fra politica e affari, comprese le attività di lobbying.

E c’è poi il punto sei, che è particolarmente interessante per le aziende e per i manager. «Le pratiche di business e la governance delle società», quale che sia la loro ragione sociale e assetto proprietario, «devono assicurare responsabilità e onesta’ nelle relazioni fra management, consiglio di amministrazione, azionisti». I dirigenti sono dunque chiamati in prima persona a rispettare queste regole. «Le strutture e gli strumenti finanziari non devono essere usati scorrettamente per nascondere il reale beneficiario e le società, nelle varie forme, non devono essere usate per attività illecite, come il riciclaggio di denaro, la corruzione, la protezione dai creditori, illecite pratiche fiscali, autotransazioni scorrete, frodi di mercato, aggiramento degli obblighi di comunicazione».

Nei punti seguenti, non mancano gli attesi riferimenti alla necessità di perseguire legalmente in modo efficace i crimini finanziari e societari, e agli stipendi che devono essere sostenibili e coerenti con gli obiettivi di lungo termine. A buon intenditor…

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