Migliora la fiducia economica in Europa

di Emanuele Menietti

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Anche se timidamente, migliora l'indice della fiducia economica in Europa. Molti indicatori si muovono ancora in territorio negativo, ma nell'Unione si registrano i primi segnali per una possibile ripresa dell'economia

Nonostante perdurino ancora gli effetti della crisi, l’indicatore del sentimento economico (ESI) dell’eurozona continua la sua progressiva ripresa. Nel mese di luglio l’indice ha registrato il suo quarto aumento consecutivo dallo scorso mese di marzo portandosi a 75 punti nell’Unione Europea e a 76 nell’area Euro con un incremento di 3,9 e 2,8 punti rispettivamente.

Il miglioramento dei dati è principalmente dovuto al maggiore ottimismo tra gli operatori sul fronte della produzione e degli stock disponibili. Dopo un anno di progressiva riduzione, gli ordinativi iniziano a dare i primi deboli segni di ripresa, un indizio molto importante per valutare modalità e tempi per un serio rilancio dell’economia. Tuttavia, le aspettative sugli stock rimangono ancora ben distanti dai valori medi tipici del lungo periodo, così come l’attività industriale mostra di essere ancora in sofferenza a causa della crisi che ha colpito l’economia su scala globale.

Stando alle informazioni rilasciate dall’Unione Europea, l’aumento dell’ESI ha interessato quasi tutti i settori produttivi, eccezion fatta per il ramo delle costruzioni. L’indicatore del sentimento economico ha fatto registrare un incremento pari a 3,6 punti nei servizi nell’intera Unione e di 2,1 punti nell’area Euro. Ugualmente sostenuto anche l’aumento dell’ESI sul fronte dell’industria con 2,7 punti nell’Europa e 2,2 nella sola area dei paesi che adottano l’Euro.

L’aumento maggiormente sostenuto dell’ESI per il mese di luglio è stato registrato in alcune specifiche aree dell’Europa. Guida la classifica il Regno Unito con 5 punti, seguito poi dalla Spagna con un 3,9, seguita a poca distanza dall’Italia con 3,5 e al quarto posto dalla Germania, che ha fatto registrare un aumento complessivo di 3,2 punti. Marginali invece gli indici per diversi stati membri come Francia (0,3), Paesi Bassi (0,2) e Polonia (0,1). 

In termini assoluti, gli indicatori sulla fiducia in ambito europeo permangono comunque in terreno negativo. La fiducia dei consumatori nell’Unione è pari a -21 e nell’area Euro sfiora i -23 punti; la fiducia nel ramo industriale rimane attestata intorno ai -30 punti sia nell’UE che nell’eurozona, mentre nell’area delle costruzioni i dati si attestano intono a -37 per l’Unione e a -33 per i paesi che adottano l’Euro. Il livello di fiducia nei servizi finanziari (n.s.a) si mantiene invece in terreno positivo per l’intera Unione Europea con 2 punti e a -1 per l’area dell’Euro.

Notizie maggiormente positive giungono invece sul fronte del Business Climate Indicator (BCI) di luglio. L’indice che misura la fiducia delle imprese è nuovamente cresciuto sulla scia delle prime timide avvisaglie dello scorso giugno. La conferma giunge direttamente dalla Commissione Europea, che ricorda comunque come il livello raggiunto, -2,7 punti, sia ancora molto basso anche se comparato con i minimi storici registrati nel corso dell’ormai lontano 1993.

Su base annua, la crescita della produzione industriale si è tenuta in territorio negativo lo scorso giugno e lo sarà anche per il mese di luglio ormai alle sue battute finali. Benché marginali, i piccoli segnali di recupero riconfermano l’embrionale ripresa degli ordinativi e delle esportazioni a testimonianza di una economia in cerca di nuove forze per far partire il proprio rilancio. La strada verso l’uscita del tunnel della crisi potrebbero però essere ancora lunga.

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