L’operazione scudo fiscale entra nel vivo

di Emanuele Menietti

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Con la diffusione dei primi modelli di adesione, prende il via l'operazione scudo fiscale per mettere in regola le attività patrimoniali e finanziarie detenute illegalmente all'estero

Parte in queste ore l’operazione scudo fiscale organizzata dal governo per consentire ai contribuenti italiani di regolarizzare le attività finanziarie e patrimoniali detenute illegalmente al di fuori dello Stato italiano. Stando alle prime stime, l’operazione potrebbe consentire di portare in cassa una cifra compresa tra i 3 e i 4,5 miliardi di Euro. Le operazioni per la regolarizzazione potranno essere svolte fino al 15 aprile del prossimo anno, una finestra temporale sufficientemente ampia per gestire l’intera iniziativa.

Nel corso dei prossimi giorni, l’Agenzia delle Entrate emanerà ufficialmente una circolare provvisoria in vista della diffusione di un documento definitivo, firmato dal direttore dell’istituzione Attilio Befera. La scelta di non produrre immediatamente una circolare definitiva è stata dettata dalla necessità di aprire un confronto con intermediari e professionisti, che nel corso dei prossimi giorni potrebbero sollevare obiezioni nei confronti delle procedure indicate dall’Agenzia o suggerire miglioramenti per semplificare alcuni passaggi. L’avvio sarà dunque “soft” per consentire agli interessati di decidere se partecipare o meno da subito all’operazione.

L’Agenzia delle Entrate ha intanto pubblicato sul proprio sito web la “Dichiarazione riservata delle attività oggetto di rimpatrio o di regolarizzazione”, il modello che dovrà essere adoperato per aderire alla nuova iniziativa fiscale. Da quanto emerge dalle prime indiscrezioni e dalle istruzioni contenute all’interno del modulo di adesione, sembra essere confermato il forfait pari al 5% del patrimonio dichiarato come ammontare per il pagamento dell’imposta.

Le istruzioni per la compilazione, allegate al modello di adesione, forniscono ulteriori dettagli non solo sui soggetti che potranno presentare la dichiarazione riservata, ma anche sulle attività oggetto di dichiarazione. L’operazione interessa «le attività finanziarie e patrimoniali detenute fuori dal territorio dello Stato, a partire da una data non successiva al 31 dicembre 2008, senza l’osservanza delle disposizioni di cui al citato D.L. n. 167 del 1990, per le quali è effettuato il rimpatrio e/o la regolarizzazione a partire dal 15 settembre 2009 e fino al 15 aprile 2010». I soggetti interessati dovranno dichiarare sia le somme di denaro e le altre attività finanziarie (per esempio titoli e quote di partecipazione) detenute all’estero, sia le somme di natura non finanziaria come immobili, preziosi e opere d’arte.

L’imposta straordinaria dovuta «tiene conto anche degli interessi e delle sanzioni, è pari al 50 per cento del rendimento presunto delle attività finanziarie rimpatriate e regolarizzate. Il rendimento si presume maturato nella misura del 2 per cento annuo per i cinque anni precedenti all’operazione di emersione» si legge nel documento da poco rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. Il modulo da compilare non contiene, infatti, alcuna casella per consentire a chi effettua la dichiarazione di indicare un periodo inferiore di deposito all’estero dei capitali.

La circolare dell’Agenzia dovrebbe poi chiarire alcuni dettagli rimasti ancora in sospeso e legati a situazioni ambigue come l’utilizzo da parte di un socio di una società di capitali dello scudo per sfuggire magari ad alcuni accertamenti personali. Non è, infatti, ancora noto se una condizione del genere possa porre gli estremi per avviare controlli sulla società. Le somme comprese nell’operazione dello scudo fiscale dovrebbero inoltre offrire una copertura piena rispetto al redditometro, una volta dimostrato il disinvestimento di somme poste sotto lo scudo, ma al momento non sono ancora giunte conferme ufficiali e definitive.

L’avvio delle operazioni legate allo scudo fiscale giunge in concomitanza con le prime informazioni sugli esiti della lotta all’evasione nel nostro Paese. Nei primi otto mesi dell’anno in corso, il Fisco ha raccolto circa 2,8 miliardi di Euro grazie agli accertamenti condotti. Tale cifra corrisponde a un aumento del 47% rispetto agli 1,9 miliardi di Euro incassati nel medesimo periodo di riferimento durante il 2008.

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