Istat: fatturato e ordinativi ancora in forte contrazione

di Emanuele Menietti

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Fatturato a -21,2% su base annua e ordinativi con una riduzione tendenziale pari a -27,5 punti percentuali. Gli ultimi dati dell'Istat descrivono un quadro ancora marcatamente negativo per l'industria in Italia

Non giungono notizie positive dall’ultimo rapporto Istat sugli indici del fatturato e degli ordinativi dell’industria in Italia. Stando ai primi dati forniti dall’istituto di statistica, infatti, nel mese di agosto 2009 il fatturato è diminuito su base mensile di 1,4 punti percentuali, mentre gli ordinativi hanno fatto registrare una flessione pari all’8,6%. Numeri che assumono una connotazione ancor più negativa se confrontati con il medesimo periodo dell’anno scorso. Su base annua, infatti, il fatturato ha raggiunto quota -21,2 punti percentuali, mentre gli ordinativi hanno toccato una riduzione tendenziale pari a -27,5 punti percentuali.

Le informazioni da poco rese pubbliche dall’Istat dipingono un quadro dalle tinte marcatamente fosche a causa della crisi economica, che ha portato a una considerevole riduzione della domanda di beni e servizi con pesanti conseguenze per l’industria. Nel confronto luglio – agosto 2009, il fatturato è diminuito dell’1,1% sul mercato interno e di ben 2 punti percentuali su quello estero. Molto più marcata la flessione degli ordinativi che, sempre su base mensile, sono diminuiti del 6,1% su base nazionale e del 12,8% per gli ordinativi esteri.

«Nel confronto degli ultimi tre mesi (giugno – agosto) con i tre mesi immediatamente precedenti (marzo – maggio) le variazioni congiunturali sono state pari a meno 2,3 per cento per il fatturato e a meno 0,8 per cento per gli ordinativi» si legge nel comunicato stampa [pdf] da poco rilasciato dall’Istat. Dati inseriti in una serie negativa che contraddistingue il mercato da diversi mesi e che potrebbero far ora rivedere alcune delle proiezioni finora formulate sui prossimi trend di crescita della tanto auspicata ripresa.

Gli indici destagionalizzati del fatturato per raggruppamenti principali industriali forniscono, comunque, qualche dato in positivo con taluni settori in controtendenza. È il caso dell’energia, comparto che è riuscito a far registrare un incoraggiante +4,4% a fronte delle riduzioni dei beni intermedi (-2,6%) e dei beni di consumo (-2,3%) con i beni durevoli a -6,6% e quelli non durevoli a -1,6%. Di poco al di sotto dello zero anche i beni strumentali: -0,3%. « L’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario in agosto è calato in termini tendenziali del 29,9 per cento per l’energia, del 26,2 per cento per i beni intermedi, del 23,6 per cento per i beni strumentali e del 10,0 per cento per i beni di consumo (meno 24,4 per cento per quelli durevoli e meno 8,4 per cento per quelli non durevoli)» aggiunge l’Istat.

Numerose sono le contrazioni del fatturato rilevate su base annua (agosto 2008 – agosto 2009) dall’istituto di statistica in alcuni specifici settori. “Metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo”, per esempio, ha fatto registrare una flessione di ben 36,1 punti percentuali, mentre la “fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati” ha toccato quota -30%. Cifra simile anche per il settore “fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche” attestatosi a quota -29,7%.

Alcuni settori hanno fatto tuttavia registrare una riduzione molto ridotta del fatturato, un risultato in un certo senso incoraggiante, specie se confrontato con le prestazioni degli altri comparti. Il settore “produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici” ha subito una flessione pari a -2,6%, mentre “industrie alimentari, bevande e tabacco” si attestato intorno ai -5,5 punti percentuali.

L’indice grezzo degli ordinativi, infine, descrive una condizione sensibilmente negativa per alcuni specifici settori. Gli ordinativi del settore “Fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi” hanno toccato -38,4 punti percentuali, “metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo” -38,3% e “fabbricazione di macchinari e attrezzature” -33,6%. Una prestazione molto negativa sul fronte degli ordinativi, come confermato dalle precedenti serie storiche fornite dall’Istat. Su base congiunturale, infatti, si tratta della peggiore flessione registrara dal mese di gennaio del 2000.

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