I modelli Fiat offriranno un passaggio a Chrysler

di Emanuele Menietti

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Mancano pochi giorni alla presentazione del piano di rilancio di Chrysler Group e le indiscrezioni sul futuro del gruppo continuano a rincorrersi. Secondo il WSJ, il periodo di recupero sarà sostenuto anche dall'introduzione di alcuni modelli Fiat negli States

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale del nuovo piano di rilancio per Chrysler Group, le indiscrezioni sulla road map elaborata dal Gruppo Fiat iniziano a rincorrersi sia nel vecchio che nel nuovo continente. L’autorevole quotidiano statunitense The Wall Street Journal ha da poco pubblicato una prima serie di dettagli sui piani concepiti da Marchionne per rimettere in sesto i conti e le attività del gruppo Chrysler. Le indiscrezioni fornite dal giornale parlano di un possibile ritorno negli States di Alfa Romeo a partire dal 2012, l’arrivo della 500 e la dismissione di alcuni modelli prodotti da Chrysler e Dodge.

Stando agli ultimi rumor, il piano dovrebbe contemplare una strategia per un rilancio progressivo del produttore di automobili statunitense nel corso del prossimo biennio. Una riorganizzazione graduale utile per identificare le maggiori aree di criticità e affrontare con le necessarie cautele la delicata fase di sviluppo di nuove soluzioni e modelli per rendere nuovamente competitiva Chrysler e i marchi collegati. Una sfida che vedrà impegnato in prima persona Sergio Marchionne con alcuni altri manager alla base del fortunato periodo di “restaurazione” del Gruppo Fiat nel corso degli ultimi anni.

Salvo ulteriori cambiamenti di programma, il brand Chrysler manterrà una impostazione tradizionale e in continuità con il passato, indirizzando la propria gamma alle fasce di popolazione con reddito medio e medio basso. Dodge, recentemente divisa in due marchi distinti, sarà invece indirizzata a una fascia commerciale più alta e in parte al segmento dei veicoli commerciali, mentre Jeep manterrà sostanzialmente invariata la filosofia del proprio brand. L’arrivo dei marchi europei Alfa Romeo e Fiat con la 500 consentiranno di completare l’offerta anche negli Stati Uniti, offrendo veicoli di fascia alta.

Le indiscrezioni fornite dal Wall Street Journal contemplano, inoltre, la possibile introduzione entro il 2012 di una nuova berlina realizzata in America con soluzioni tecnologiche Fiat. In compenso, nel corso del prossimo biennio Chrysler, Jeep e Dodge abbandoneranno la produzione di un considerevole numero di veicoli tra i quali spiccheranno alcuni Suv, minivan e fuoristrada tradizionali.

Jeep Commander terminerà la propria carriera il prossimo anno, mentre entro il 2012 sarà il turno della Chrysler PT Cruiser e della Chrysler Sebring. Medesima sorte anche per la Jeep Compass e il Suv Jeep Patriot. Il minivan Grand Caravan prodotto con marchio Chrysler sarà invece dismesso entro cinque anni, riducendo ulteriormente la presenza del produttore in questo particolare segmento.

La contenuta selezione di modelli non dismessi costituirà l’offerta commerciale di Chrysler Group per il prossimo biennio. Ciò significa che fino al 2012 la società non introdurrà sul mercato novità significative, ma solamente alcune versioni riviste e corrette degli autoveicoli già in commercio. Grand Cherokee (Jeep) e il modello Chrysler 300 subiranno dunque un restyling nel corso del prossimo anno in attesa di novità più sostanziose per il 2012.

Secondo alcuni analisti, tale strategia potrebbe portare a una ulteriore erosione della quota di mercato del produttore di autoveicoli, ora intorno agli 8 punti percentuali. Complice la crisi e gli incentivi statali, i consumatori americani iniziano a orientare i loro acquisti verso autovetture dalle dimensioni contenute e in grado di garantire bassi consumi, caratteristiche distanti da buona parte dei modelli Chrysler oggi in commercio.

L’arrivo dei nuovi modelli dall’Europa potrebbe in parte mitigare l’assenza di veicoli dalle dimensioni contenute in una logica più ampia legata al Gruppo Fiat e a Chrysler Group. Sempre secondo il Wall Street Journal, Fiat potrebbe decidere di lanciare la 500 negli States a partire dal 2011 affidando la produzione del modello agli impianti industriali in Messico. La piccola utilitaria italiana sembra essere destinata a riscuotere un valido successo negli Stati Uniti e potrebbe contrastare la crescita della Mini Cooper realizzata da BMW. A partire dal 2012, alla 500 si potrebbero poi affiancare tre modelli Alfa Romeo prodotti in Nord America tra i quali dovrebbe spiccare la nuova MiTo, la sportiva dalle dimensioni contenute.

Altre indiscrezioni raccolte dal Sole 24 Ore ipotizzano, invece, un avvio di produzione per la 500 in Canada negli stabilimenti Chrysler in attesa di riorganizzazione per ospitare nuove linee di produzione. La piccola autovettura dovrebbe essere commercializzata con marchio Fiat e non con uno dei brand statunitensi come inizialmente ventilato.

Rumor, smentite e controsmentite continueranno probabilmente ad aumentare nel corso dei prossimi giorni in attesa dell’incontro fissato da Sergio Marchionne per il 4 novembre. In quella data i forse e i verbi al condizionale lasceranno spazio alle notizie certe sul piano messo in campo per rilanciare Chrysler Group, perdureranno solamente le incertezze sugli effettivi margini di recupero per il produttore statunitense.

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