I top manager americani stringono la cinghia

di Paola Toscani

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Sono arrivate le nuove regole che fissano un tetto massimo ai compensi dei manager delle aziende statunitensi che hanno ottenuto aiuti dal Governo. E la scure arriva anche su benefit e liquidazioni

Tempi duri, si fa per dire, per i top manager statunitensi. Sono arrivate, infatti, le nuove regole sui compensi dei leader delle aziende che hanno ricevuto sostanziosi aiuti dal Governo.

Obama Kenneth Feinberg, conosciuto ormai come lo “zar degli stipendi” dell’amministrazione, ha fissato il massimo dei compensi annui, che non potranno superare il mezzo milione di dollari. Dalla ventiseiesima alla centesima persona più pagata di ogni società, sono in tutto 450 gli interessati, tra dipendenti di American International Group, Citigroup, General Motors e Gmac.

Le linee guida per i 25 dipendenti più pagati di ogni istituto erano state fissate lo scorso ottobre. Ora le nuove regole, che serviranno da linee guida per gli stipendi 2010, si applicano ai compensi del 2009 non ancora elargiti. Disposizioni che, a detta del promotore, non devono essere sottovalutate.

Tuttavia, lo stesso Feinberg ha ammesso alcune eccezioni: un totale di 12 persone nelle quattro società riceverà compensi più alti (un dirigente, di cui non si sa il nome, riceverà un salario in contanti di circa 1,5 milioni di dollari). La regolamentazione limita nella maggior parte dei casi i compensi in contanti al 45% del totale, mentre la parte restante sarà assegnata in azioni.

Almeno la metà dei compensi totali dovrà essere conservata per almeno tre anni, con lo scopo di allineare la performance di ogni dipendente con i risultati di lungo periodo delle società. Sono inoltre limitati alcuni benefit, come l’uso di jet privati e di iscrizioni a club privati, e si chiedono restrizioni su buonuscite e liquidazioni giudicate “eccessive”.

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