Bankitalia mette i paletti alle revolving

di Barbara Weisz

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Il Governatore Draghi firma una comunicazione di Vigilanza sulle carte che consentono il rimborso a rate e insiste su chiarezza con i clienti, costi del servizio, no all'invio di carte non richieste

«Massima trasparenza e correttezza nei confronti della clientela». L’indicazione è firmata dal Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ed è rivolta a “tutti gli operatori” del settore delle carte di credito revolving, quelle cioè che consentono il rimborso a rate.

E così, dopo i recenti casi di American Express e Diners, il banchiere centrale ha preso carta e penna e ha firmato una comunicazione di vigilanza in cui spiega con chiarezza quali sono i paletti fondamentali da rispettare: tassi, trasparenza, stop all’invio di carte non richieste, correttezza nella definizione di polizze assicurative connesse ai finanziamenti, promozione affidata ad agenti finanziari e non a fornitori di beni e servizi. L’obiettivo, dichiarato, di Via Nazionale è quello di tutelare il cliente e abbassare i costi del servizio. 

Innanzitutto, il discorso sugli interessi. Le aziende devono assicurare «il pieno rispetto della normativa civilistica e di quella in materia di usura» e, in particolare, devono calcolare gli eventuali interessi di mora «sulla rata scaduta e impagata» e non, come per esempio è successo nel caso dell’American Express, «sull’intero debito residuo».

Punto secondo: ai clienti va fornita «un’informativa chiara e semplice in merito alle caratteristiche del prodotto collocato e alle condizioni applicate». Al momento, invece, succede che i fogli informativi e pubblicitari non siano adeguatamente esplicativi, le comunicazioni alla clientela spesso «non riportano i tassi di cambio applicati» e non sono chiari sui «costi connessi all’utilizzo delle carte revolving».

In terzo luogo, non sarà più consentito «di inviare carte non specificamente richieste dalla clientela»,. La Vigilanza ha riscontrato che questa prassi è invece diffusa, e «a volte le suddette carte sono state inviate già attivate», mentre «in altri casi è stata prevista l’attivazione da parte del cliente». Comunque, non si può fare nessuna delle due cose, perchè il decreto legislativo 11 del 2010 stabilisce che «il prestatore di servizi di pagamento che emette uno strumento di pagamento ha l’obbligo di astenersi dall’inviare strumenti di pagamento non specificamente richiesti, a meno che lo strumento di pagamento già consegnato all’utilizzatore non debba essere sostituito».

La quarta indicazione riguarda il collocamento di prodotti assicurativi connessi al finanziamento. Anche qui, bisogna adottare «comportamenti corretti e trasparenti», per esempio bisogna assicurare che «le condizione della polizza offerta siano adeguate e non sproporzionate alle reali esigenze del cliente». La vigilanza ha invece rilevato che ci sono politiche aziendali «finalizzate ad incrementare i ricavi attraverso il collocamento» di queste polizze, che fra l’altro vengono stipulate «senza un’attenta valutazione delle reali esigenze della clientela a condizioni particolarmente onerose».  

Infine, Bankitalia spiega che per promuovere e stipulare i contratti delle revolving le aziende devono avvalersi di agenti finanziari e non di fornitori di beni e servizi.

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