La Grecia chiede aiuto, l’Europa risponde

di Barbara Weisz

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Il premier ellenico chiede l'attivazione del piano di aiuti da 45 miliardi di Ue e Fmi. La risposta: saremo rapidi ed efficaci. Sui mercati scendono i tassi sui bond greci, ieri alle stelle. E a Washington c'è il G20

«È imperativo chiedere l’attivazione del meccanismo». Con queste parole il premier greco George Papandreu ha chiesto ufficialmente gli aiuti di Unione Europea e Fondo Monetario Internazionale per uscire dalla crisi, un piano da 45 miliardi di euro. Immediata la risposta: Ue e Fmi «agiranno in maniera rapida ed efficace», ha dichiarato il portavoce del commissario europeo agli Affari Economici, Olli Rehn, aggiungendo che saranno presto avviate le tappe della procedura. «Se necessario saremo pronti a intervenire» aveva dichiarato, pochi minuti prima, il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, dichiarando quindi la disponibilità della Germania quando ancora non era ufficiale, ma era abbondantemente attesa, la richiesta ellenica.

Papandreu ha parlato in diretta televisiva in un discorso trasmesso dall’isola egea di Kastellorizo. «Il paese è in una nuova odissea», ha spiegato, «non abbiamo altra scelta». Sui mercati, è istantaneamente sceso il costo per assicurare il debito greco dal default. Il rendimento dei titoli decennali è diminuito, e lo stesso ha fatto il biennale. La tensione sui tassi, insomma, si è allentata, mentre ieri i titoli erano schizzati verso l’alto dopo che Eurostat ha rivisto al rialzo i dati su deficit e debito di Atene. Sempre ieri, l’agenzia Moody’s ha abbassato il rating sui titoli di stato greci di un gradino.

Il piano di aiuti prevede naturalmente che la Grecia possa rimborsare il debito a tassi più bassi di quelli di mercato. Il tasso applicato nell’Eurozona per i prestiti bilaterali è al 5%, mentre ptrebbe essere ancora più contenuto quello richiesto dal Fondo Monetario. Tornando alla reazione dei mercati, da segnalare che dopo l’annuncio di Papandreu anche l’euro ha invertito la rotta, tornando a salire dopo essere sceso ai minimi da circa un anno.

Ora bisognerà attendere per capire esattamente modalità e tempi del piano di aiuti. In corso, da due giorni, il negoziato fra le autorità elleniche, l’Ue e il Fmi. Sembra possibile che il piano venga anticipato da un prestito ponte da parte della Bce o del Fondo Monetario, per fronteggiare le esigenze immediate (c’è una scadenza il 19 maggio). Si parla di 11,3 miliardi di euro. Ma sono rumors, per quanto autorevoli, e ancora non si escludono altre soluzioni.

L’emergenza greca si inserisce nel più vasto quadro della crisi globale e sarà uno degli argomenti centrali del G20 che inizia oggi a Washington. Banchieri centrali e ministri delle Finanze dei 20 paesi più sviluppati hanno un’agenda di lavoro particolarmente fitta: la difficile ripresa in atto, le eventuali misure di exit strategy, la riforma finanziaria internazionale. Fra le proposte sul tavolo, quella del direttore del Fmi Dominique Strauss Kahn, di tassare le banche per assicurarsi da un’eventuale nuova tempesta.

Sullo sfondo, il discorso tenuto ieri a New York dal presidente americano Barack Obama: alla Cooper Union, nel cuore finanziario di Manhattan, Obama ha chiesto a Wall Street di sostenere la profonda riforma finanziaria in discussione al Congresso. I punti fondamentali: severa regolamentazione dei derivati, una serie di protezioni dal rischio sistemico rappresentato dalle dimensioni e dalla gestione del rischio di grandi istituzioni finanziarie, banche in primis, e poi ancora la creazione di un’agenzia per proteggere i consumatori.

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