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Skills per integrare l’IA sul posto di lavoro

di Chiara Basciano

scritto il

Favorire l’introduzione dell'Intelligenza Artificiale attraverso la valorizzazione delle capacità trasversali.

Cadono le ultime resistenze nei confronti dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale: le aziende sanno di non poter fare a meno di abbracciare prima o poi questa nuova tecnologia.

Certo, questo processo ancora spaventa, sopratutto per le potenziali ricadute che si potrebbero avere sui dipendenti e sull’organizzazione generale. Un po’ come un tempo accadeva quando si parlava di Cloud e si temeva per la sicurezza dei dati.

Il sentiment

Analizza la situazione un recente sondaggio condotto da Dale Carnegie & Associates. I dati riguardanti l’Italia, in particolare, mostrano consapevolezza mista a timore. Il 33% degli intervistati afferma che nel corso dei prossimi dieci anni l’IA trasformerà il modo in cui lavoriamo oggi, e ben l’81% crede che questi cambiamenti saranno positivi. Eppure il 42% afferma di essere mediamente preoccupato di perdere il lavoro a causa della tecnologia.

Altri dati interessanti emersi dal sondaggio:

Quali le abilità per contenere la perdita di posti di lavoro?

  • Hard skill 27% (32% secondo gli intervistati italiani)
  • Soft Skill 73% (68%)

Quali le soft skill più importanti?

  • Comunicazione 62% (58% Italia)
  • Creatività 61% (56% Italia)
  • Pensiero Critico 56% (42% Italia)
  • Teamwork 54% (62% Italia)
  • Leadership 45% (29% Italia)
  • Intelligenza emotiva 41% (36%)
  • Empatia 31%

Dove individuare le nuove competenze?

  • Formazione on the job o simile 64% (71% Italia)
  • Formazione secondaria o universitaria 21% (22%)
  • Formazione da autodidatta, corsi online o in aula 15% (7%).

Questione di cultura

Come afferma Mark Marone, Direttore del Dale Carnegie Research Institute, gli esperti convengono che il successo con l’IA dipende più dalla forza della cultura aziendale e delle competenze trasversali che dalla stessa tecnologia:

le persone dovranno essere preparate a comprendere ed accogliere l’innovazione.

Favorire una nuova cultura e formare le persone appare il prerequisito essenziale per l’utilizzo dell’IA.

In questo contesto le soft skill giocano un ruolo fondamentale. Il 68% dei dipendenti italiani intervistati le considera centrali per mantenere il proprio posto di lavoro, in particolare la capacità di lavorare in gruppo e la comunicazione.

C’è però ancora una frattura tra vertici aziendali e dipendenti: se i CEO vedono nell’IA una possibilità di sviluppo e miglioramento del lavoro, i lavoratori si sentono ancora minacciati. Interviene nel dibattito Sergio Borra, CEO di Dale Carnegie Italia, affermando:

In un mondo interamente connesso la connessione più importante rimane quella umana.

Si sottolinea così la strada che le aziende devono prendere per sfruttare al meglio le possibilità tecnologiche, con un coinvolgimento attivo dei dipendenti e la valorizzazione delle loro capacità trasversali.