Gli stipendi in Italia mostrano un trend in lieve crescita sebbene il potere d’acquisto dei lavoratori sia frenano dall’inflazione e dai divari esistenti a livello territoriale. Secondo l’edizione 2025 del Geography Index Report presentata dall’Osservatorio JobPricing, la Retribuzione Globale Annua (RGA) media nazionale lo scorso anno ha visto un aumento del 3,1% rispetto a quello precedente.
Lo studio mette però in evidenza le differenze territoriali che caratterizzano l’Italia: solo sette Regioni su venti e ventitré Province su centosette registrano retribuzioni medie superiori al dato nazionale.
A vantare stipendi più alti sono Lombardia, Lazio e Trentino-Alto Adige, mentre chiudono la classifica Basilicata, Calabria e Molise. A livello provinciale, il primato spetta a Milano con una RGA media pari a 38.544 euro. A seguire Bolzano, Trieste, Roma e Genova, mentre chiudono la graduatoria Ragusa, Crotone e Cosenza.
Le regioni del Sud e Isole stanno però crescendo a un ritmo più sostenuto rispetto al Nord, mostrando un incremento medio delle retribuzioni del +12,8% tra il 2015 e il 2024, contro il +9% di quelle settentrionali e l’11,7% di quelle centrali.
Il Veneto è la regione che ha subito la perdita più rilevante nell’ultimo decennio, con stipendi cresciuti del 4,5% mentre l’inflazione ha raggiunto il 21%. Alcuni casi isolati al Sud riguardano Reggio Calabria, Campobasso e Potenza, che hanno visto crescere le retribuzioni tanto da compensare l’aumento dei prezzi.
I territori del Nord superano in termini retributivi il Centro e il Sud, con poche eccezioni ma si assiste ad un lento recupero delle province del Mezzogiorno, che gradualmente stanno colmando lo storico divario salariale che affligge il mondo del lavoro nel Belpaese, pur in considerazione di un costo della vita generalmente superiore nel Settentrione a parità di tenore.