La figura del Temporary Manager

di Rosanna Marchegiani

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Il Temporary Manager ha competenze specifiche a disposizione dell'impresa per un periodo di tempo definito, intervenendo in periodi cruciali, al fine di gestire alcuni progetti particolari

La figura del Temporary Manager, in Italia, nasce alla fine degli anni ’80 quando ad alcuni consulenti viene proposta la gestione di talune imprese in crisi, ma la sua diffusione si ha negli anni ’90 quando iniziano a nascere le prime società di temporary manager italiane.

Il Temporary Manager non è altro che un manager che opera all’interno di un’impresa per un tempo definito, con lo scopo di raggiungere uno o più obiettivi determinati. In genere si tratta di manager dotati di un ottimo bagaglio di competenze acquisite sul campo, fortemente specializzati nel ruolo che andranno a ricoprire nell’azienda, con una buona capacità di risolvere i problemi.

La loro prestazione si differenzia sensibilmente rispetto a quella dei consulenti. Il consulente, infatti, è un soggetto esterno all’azienda che si limita a suggerire delle possibili soluzioni a quelli che sono i problemi aziendali. A lui non compete scegliere tra le varie soluzioni possibili e metterle in atto: questi rimangono compiti della direzione aziendale.

Il Temporary Manager, invece, essendo un manager dell’impresa, si preoccupa di individuare le possibili soluzioni dei problemi aziendali e di metterle in atto. Egli, a differenza del consulente, vive nell’azienda, lavora al suo interno, entra in contatto con tale realtà diventandone parte integrante. Inoltre, ha come obiettivo anche quello di trasferire le proprie competenze al personale che resterà in azienda al termine del suo mandato.

Il suo rapporto con l’azienda è unico: nel periodo di durata del contratto lavora solamente per un’azienda, mentre il consulente non ha un rapporto di esclusiva con un’impresa. Il ricorso al Temporary Manager può essere utile soprattutto per le piccole e medie imprese che difficilmente possono attirare professionisti con elevate competenze e sopportare i costi che ne derivano a lungo termine.

L’uso di questa figura professionale può risultare maggiormente utile in periodi particolari della vita dell’impresa come nelle fasi di start-up, di avvio di nuove attività che si affiancano alle precedenti, di ingresso in nuovi mercati, in fasi di crisi economiche e finanziarie, di passaggio generazionale: si tratta principalmente di periodi cruciali della vita di un’azienda durante i quali può essere utile ricorrere ad un manager dotato di particolari competenze che lo mettano in grado di gestire operazioni di tipo non ordinario.

L’impiego del temporary manager in azienda può rivelarsi utile, però, anche per migliorare le prestazioni e la competitività dell’azienda, quando al suo interno mancano risorse manageriali adeguate.

Per quanto riguarda la formula contrattuale che lega il Temporary Manager all’impresa, essa è molto variabile, e si va da contratti a progetto, a professionisti dotati di partita IVA che prestano la propria opera come lavoratori autonomi, ad altri che sono legati a società specializzate o a società di consulenza o a cooperative di manager.

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