Tempi duri per l’improvvisazione sui Social Media professionali. LinkedIn, la piattaforma per eccellenza del networking on line, ha dichiarato di voler limitare al massimo i contenuti privi di originalità o quelli che non conferiscono valore alle discussioni. In un’epoca in cui tutti cercano di emergere a suon di post pubblicati con cadenza quasi robotica, l’aiuto dell’AI diventa un’ancora di salvezza per chi non ha tempo e, spesso, neanche le competenze necessarie per presidiare le piattaforme social.
Nel bene o nel male basta che se ne parli
Così sentenziava Oscar Wilde nel romanzo Il ritratto di Dorian Gray (1890). E così, sulla scorta di questa famosa affermazione molti, nel maldestro tentativo di ottenere tanta visibilità, saturano il feed con post omologati: paragrafi della stessa lunghezza, frasi motivazionali ordinarie, mancanza di originalità; tutti elementi che denotano una chiara provenienza meccanica.
La guerra di LinkedIn contro contenuti generati dall’AI
LinkedIn, che da sempre ha inteso premiare i contenuti di valore, il network tra gli utenti, le espressioni sincere dei modi di pensare di ciascuno, ha deciso di penalizzare i contenuti creati con l’AI e copia-incollati nel proprio feed. L’algoritmo, d’ora in poi, punterà a scovare:
- i contenuti ripetitivi cioè i contenuti espressi più volte,
- i contenuti privi di valore che non aggiungono dati utili o spunti di riflessione,
- la mancanza di esperienza reale o di personalizzazione con narrazioni prive di riferimenti a casi concreti, siano essi positivi o negativi.
Il tutto, riducendone la portata fino a renderli addirittura invisibili. Una vera e propria guerra alla sterile omologazione e alla banalità.
La strategia per evitare le penalizzazioni
Per evitare che queste nuove disposizioni possano incidere sulla comunicazione aziendale, non è necessario privarsi dell’AI: basta solo integrarla con criterio. Di seguito, alcune linee guida fondamentali.
- Personalizzare i testi: va bene utilizzare l’AI ma solo se per ottenere canovacci su cui lavorare in modo da superare il blocco del foglio bianco oppure per correggere o integrare un testo già predisposto. È importante che emerga sempre lo stile che contraddistingue la comunicazione istituzionale.
- Condividere casi studio, consigli professionali o esperienze: l’algoritmo premia i contenuti originali, il dietro le quinte, i consigli professionali, la condivisione delle proprie esperienze.
- Scegliere un formato visivo vero: una scelta vincente è quella di abbinare contenuti visivi veri, foto originali anche se non perfette. L’algoritmo le nota, le premia e ne favorisce la diffusione.
- Seguire una strategia editoriale: pubblicare sulla base di un piano editoriale ben definito aiuta ad evitare banali ripetizioni e a produrre contenuti di valore, di reale interesse per chi legge.
- Meno è meglio: se il contenuto non è originale, se non aggiunge valore, se non è interessante per il pubblico di destinazione, è meglio rimandare la pubblicazione ed investire il tempo nella creazione di un post davvero rilevante per la propria rete.
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di Laura Caracciolo, Social media manager, AU di Emera