Il curriculum del dirigente… per cambiare lavoro

di Giuseppina Di Martino

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Un dirigente che decida di cambiare lavoro si trova davanti a diverse difficoltà: scarsità di tempo per cercare nuove opportunità, scarsità di annunci, etc... Meglio cominciare con un curriculum vitae ad hoc!

Non è mai semplice per un dirigente cambiare lavoro. Vuoi per la posizione in sé, collegata ad una remunerazione particolarmente elevata; vuoi per la scarsità, rispetto a posizioni di livello inferiore, di opportunità e quindi di annunci; vuoi per mancanza di tempo per dedicarsi ad una ricerca mirata di nuove strade professionali.

Se poi il dirigente ha un’anzianità di servizio particolarmente elevata presso stessa azienda e/o ha un’età anagrafica anch’essa elevata, è ancora più complicato cambiare e tentare nuove avventure lavorative. Il cambiamento, si sa, è fonte di incertezza anche quando viene offerta una prospettiva professionale vantaggiosa e ricca di opportunità.

In un periodo di crisi, come quello che si sta vivendo oggi, in cui la disoccupazione non fa che aumentare è molto difficile pensare di lasciare un posto stabile e, per questo, a meno che non ci si trovi in una situazione di precarietà o si tema che il proprio posto di lavoro sia in pericolo, sempre più dirigenti tendono a rinunciare alle nuove offerte.

Ma se l’obiettivo è quello di rimettersi in gioco è bene rimboccarsi le maniche, trovare il tempo da dedicare alla ricerca di un nuovo lavoro e preparare un curriculum vitae che impressioni il reclutatore fin dalla prima occhiata. Il curriculum è il biglietto da visita personale e professionale con cui ci si presenta al nuovo potenziale datore di lavoro.

Nel caso di una figura senior deve essere redatto con particolare attenzione perché deve raccontare una storia professionale spesso articolata e complessa. È dunque importante scrivere un curriculum che:

  • valorizzi le caratteristiche e le esperienze del candidato, evidenziando le informazioni indispensabili per la posizione ricercata, senza aggiungere informazioni superflue o non attinenti;
  • faccia emergere le competenze maturare e le conoscenze acquisite;
  • sia contenuto in una, massimo due pagine.

Importantissimo, quindi, è mettere in risalto i punti di forza e le abilità necessarie per ottenere la posizione che si sta cercando. Lo sviluppo del CV deve tenere conto delle conoscenze acquisite dal dirigente, mettendo in risalto quelle che corrispondono con i requisiti richiesti per occupare quella determinate posizione.

In funzione ai requisiti del posto offerto, il dirigente dovrà mettere in rilievo l’esperienza ritenuta più pertinente e dunque importante. Come tutti i curriculum di un senior, questo deve essere diviso in aree informative. Ecco le principali:

  • dati anagrafici;
  • posizione ricercata;
  • sintesi delle competenze acquisite;
  • esperienze professionali;
  • istruzione e corsi di specializzazione;
  • lingue;
  • conoscenze informatiche;
  • liberatoria per la legge sulla privacy.

Ci sono, inoltre, aree opzionali che possono essere inserite se possono rafforzare la candidatura per il profilo professionale richiesto:

  • retribuzione o remunerazione;
  • pubblicazioni;
  • referenze;
  • portfolio;
  • hobby, interessi, sport;
  • disponibilità a trasferte o trasferimenti;
  • patente.

Attenzione: la voce “retribuzione” va inserita solo in due casi: se espressamente richiesto o se si intende escludere a priori proposte che riteniamo poco appetibili dal punto di vista economico. In tutti gli altri casi, è meglio rimandare la questione alla fase finale del colloquio.

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