Lavoro anticrisi? L’ideale è il top manager

di Floriana Giambarresi

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In tempi di recessione economica, uno dei lavori anticrisi in assoluto, che permette guadagni notevoli, è quello del top manager.

La crisi economica continua a colpire l’economia di tutto il globo e molte, troppe persone hanno un posto di lavoro a forte rischio, oppure vengono direttamente licenziate dalle società per le quali lavorano. Ma qual è il lavoro anticrisi per eccellenza?

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Chiaro come una delle figure professionali in grado di garantire un maggior successo professionale, economico e personale sia quella del top manager. Nonostante la recessione, infatti, questo ruolo è tra i più cercati, i più stabili e sicuramente tra i meglio retribuiti.

E sì che molte aziende e imprese hanno vissuto ultimamente dei periodi di paura, con bilanci continuamente in rosso, debiti con le banche, indagini generali e chiusure. Eppure la retribuzione dei top manager non sta risentendo di questa situazione. Arriva infatti anche a prendere cifre che un normale lavoratore – se chiaramente ha la fortuna di non perdere il lavoro – impiegherebbe secoli a racimolare.

Lo stipendio dei top manager italiani sale (+17% nel 2010, pari a 300 milioni di euro e con una media di 3 milioni), ed è possibile portare come esempio Alessandro Profumo, ex CEO di Unicredit, che ha ricevuto uno stipendio di 2,59 milioni di euro fino a settembre 2010, più una liquidazione pari a 38 milioni di euro. Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari ed ex presidente Fiat, si è portato a casa 8,7 milioni di euro, 3 milioni in più rispetto all’anno precedente, mentre il dirigente di Fiat Sergio Marchionne ha guadagnato 3,49 milioni di euro.

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