200 Paperoni d’America

di Chiara Basciano

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Crescono gli introiti dei CEO più invidiati d'America

Arriva l’ennesima classifica dei più ricchi del mondo, e ogni volta si va a guardare, con una certa invidia, ai primi posti del podio, immaginando una vita lussuosa ma piena di impegni.

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Stavolta tocca al New York Times pubblicare la lista, ottenuta dal 2014 Equilar Top 200 Highest Paid CEO Rankings Summary. Oltre a conoscere il nome del primo classificato – Charif Souki di Cheniere Energy, che ha un reddito di oltre 141 milioni di dollari, unico a superare i 100 milioni di dollari – è interessante notare che quattro dei primi dieci fanno parte del settore della tecnologia. Il numero delle donne invece appare assai scarno, con 11 CEO su 200, la più pagata risulta essere Martine Rothblatt con 38,2 milioni di dollari.

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Il settore che appare più remunerativo è quello dei beni industriali con uno stipendio medio di 18,5 milioni di dollari. Il dato che più di altri sorprende è che la maggior parte dei redditi sia cresciuta, negli ultimi 18 mesi, anche del 50, 100, e in taluni casi anche del 500 per cento o più.

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La classifica è stata fatta tenendo conto non solo dello stipendio ma anche degli innumerevoli bonus ed eventuali altri benefit percepiti e ha incluso tutti i CEO facenti parte di aziende con una capitalizzazione di mercato superiore a 1000 milioni di dollari.

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