La costosa vita africana

di Chiara Basciano

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Il costo della vita per i manager espatriati raggiunge vette altissime, ma spesso lo stipendio è adeguato

Un controsenso però facilmente spiegabile: il costo della vita dei manager espatriati in Africa è il più alto al mondo.

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Dalla lista Cost of living 2014 realizzata da Mercer infatti risulta che Luanda in Angola e N’Djamena in Chad sono le città più costose in cui vivere, ma questo dato riguarda solo la categoria degli alto spendenti, che non vogliono rinunciare alle comodità occidentali, al loro stile di vita, al cibo a cui sono abituati e alle abitazioni più comode.

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Lo stipendio se ne va quindi in costosissimi beni di importazione pur essendo, le due città africane, abbastanza economiche di per sé. Così si arriva a ben +74% rispetto a Milano (non certo economica, essendo trentesima sulle 211 città della classifica), con due punte altissime per quanto riguarda trasporti (+336%) e cura della persona (+192%) a N’Djamena e +76% a Luanda, con il picco di +120% per gli alloggi. Tra le altre città nella lista ci sono da Hong Kong, Singapore, Zurigo, Ginevra, Tokio, Berna, Mosca, Shanghai, Pechino e Londra.

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Però in questo caso gli stipendi sono molto alti, Cristina Spagna, managing director di Kilpatrick specifica «A Hong Kong, in particolare, 20 metri quadri costano 10 volte di più di un monolocale nel centro di Milano. Ma gli stipendi sono adeguati, a Zurigo o a Ginevra, per esempio, si guadagna più del doppio che in Italia e con queste retribuzioni non solo si fa fronte al costo della vita ma si mette anche da parte qualcosa di significativo».