Efficienza e lavoro: Italia ultima nella UE

di Teresa Barone

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Le aziende italiane non sanno scegliere i manager né fidelizzare i talenti migliori: questi e altri difetti illustrati dal Centro Studi ImpresaLavoro.

Il mercato del lavoro in Italia è poco efficiente e produttivo, una situazione che giustifica la collocazione della penisola tra le ultime posizioni nella classifica stilata dal Centro Studi ImpresaLavoro tenendo conto dei dati del World Economic Forum.

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Con il suo 136esimo posto su 144 totali, l’Italia ha è scesa di ben 13 gradini rispetto al 2011 a livello globale e supera di poco lo Zimbabwe, mentre anche Sri Lanka e Uruguay si trovano più in alto nella graduatoria. Se a essere giudicate negativamente sono le normative macchinose che regolano il meccanismo delle assunzioni e dei licenziamenti, a mostrare cifre stabili rispetto al passato è solo la presenza femminile nel mercato de lavoro.

Per quanto concerne il reclutamento di risorse qualificate, inoltre, l’Italia mostra notevoli limiti nella capacità di scegliere i manager sulla base del merito e non tenendo conto di altri criteri selettivi poco meritocratici. Altrettanto poco efficace sembra l’abilità di attirare e fidelizzare i migliori talenti.

A cosa sono dovuti questi limiti? Risponde Massimo Blasoni, presidente di ImpresaLavoro: «Questa performance negativa è frutto certamente dei difetti strutturali del nostro sistema ma i provvedimenti legislativi degli ultimi anni non hanno certo aiutato a migliorare la situazione. L’elaborazione del nostro Centro Studi chiarisce come i problemi del nostro mercato del lavoro siano da tempo sempre gli stessi e abbiano subìto un peggioramento piuttosto marcato rispetto al 2011, complice con ogni probabilità l’ulteriore irrigidimento delle regole stabilito dalla cosiddetta Riforma Fornero. Gli alti tassi di disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile, e i cronici bassi tassi di attività sono una diretta conseguenza di un sistema tributario e di regole che rendono sempre più difficile assumere e creare occupazione.»

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