Ripetute assenze per malattia, licenziamento si o no?

di Francesca Vinciarelli

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Ripetute assenze per malattia dal lavoro, ecco cosa può e non può fare il datore di lavoro.

Assentarsi per malattia è un diritto di ogni lavoratore, ma esagerare potrebbe rivelarsi, problematico. Questo perché si può andare in contro a dei provvedimenti da parte del datore di lavoro, meno o più gravi.

=> Le assenze per malattia 

In alcuni casi si parla anche di licenziamento, anche se ci sono delle regole ben precise, prima che il datore di lavoro attui un licenziamento. Bisogna precisare quindi che in caso di assenza ripetuta per malattia, è illegittimo il licenziamento per scarso rendimento, quindi il datore di lavoro non può interrompere il rapporto di lavoro, data la mancanza di una giusta causa. Tutto ciò è diverso se le assenze avvengono per una malattia non reale, più precisamente le assenze false, utilizzate per motivi personali e non per dei veri problemi di salute.

=> Assentarsi dal lavoro per finta malattia

Ma come si fa a capire se un dipendente mente? Tutti i lavori in caso di un’assenza prolungata per malattia, attuano le visite fiscali, per controllare se il dipendente è realmente impossibilitato a lavorare, per cause di salute. Proprio tramite la visita fiscale in alcuni casi o non si riesce a ricostruire l’esatta entità o  il lavorare non è presente nel luogo indicato, come la propria abitazione. Nel caso in cui l’assenza dal lavoro avvenuta per malattia viete utilizzata per altro, il licenziamento è legittimo. In poche parole quando il lavoratore è sorpreso ad effettuare azioni del tutto incompatibili con la certificazione medica, può essere attuato il licenziamento per giusta causa, determinata dalla slealtà e dalla mala fede del lavoratore. Tutto ciò può avvenire però solo in caso in cui il tutto viene giustificato e provato, e inoltre per attuare il licenziamento, l’assenza deve aver provocato notevoli danni all’azienda o a terzi. 

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