Le scuse sul lavoro

di Francesca Vinciarelli

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La voglia di andare a lavorare in alcuni giorni pervade tutti i pensieri di un lavoratore, ecco allora le scuse maggiormente usate sul lavoro.

Il lavoro può rivelarsi in alcune giornate molto faticoso, per questo molto spesso si sfruttano alcune scuse per arrivare in ritardo. Molte volte i ritardi sul lavoro accadono realmente, per degli imprevisti successi nel tragitto casa lavoro, ma altre volte le scuse sono del tutto false e inventate. 

=> Sei sempre in ritardo?

Secondo alcune ricerche inoltre, i ritardi sul lavoro sono del 16% per i lavoratori che arrivano in ritardo al lavoro almeno una volta alla settimana, del 27% per colore che arrivano tardi una volta al mese. Tra le problematiche più frequenti, si trova il traffico, condizioni meteorologiche sfavorevoli, problemi con il trasporto pubblico e malattie o inconvenienti a scuola con i figli. Se queste scuse sembrano sensate e sincere non mancano di certe le scuse più creative e originali. 

=> Dipendenti ritardatari, e poco sinceri 

Molte di queste sembrano quasi barzellette e se il capo non ci credo di certo non mancano le risate, ma il problema è che il lavoro non è uno scherzo. Molte aziende hanno dichiarato che anche per due o tre ritardi, potrebbero arrivare a licenziare. Naturalmente ad aggravare la situazione ci sono proprio le scuse inventate, questo perché il rapporto di lavoro si basa sulla fiducia che comprende diversi elementi, tra questo anche la puntualità e la sincerità, se queste due cose vengono a mancare, potrebbe rivelarsi un errore irrecuperabile per il dipendente. Ma non sono solo i ritardi e i giorni di riposo motivazione per mentire, le bugie sono utilizzate anche quando i dipendenti non riescono a portare a termine il loro lavoro, le scuse che usano per deviare il problema sono varie.

=> Gli errori di cui non ti rendi conto

Eccone alcune:

  • non ho capito il lavoro, la mancanza di comprensione del dipendente ha creato un ritardo, un problema come questo deve essere portato alla luce subito, non una settimana più tardi, quando un termine è stato perso;
  • il termine non è stato possibile, comprensibile che alcune volte non si porti a termine un lavoro ma anche in questo caso è necessario saperlo in anticipo, cioè mentre l’attività è in corso e c’è ancora tempo per riassegnare, aggiungere qualcun altro per l’attività o prendere qualche altro tipo di azioni correttive al fine di ridurre l’impatto sul progetto;
  • io non stavo cooperazione, quando un dipendenti non capisce ciò che gli è stato assegnato o l’importanza del progetto da eseguire. Come nei casi precedenti la regola più importante è far capire il problema prima del termine di qualsiasi tipo di lavoro. 
In conclusione, le scuse che vengono utilizzate dai dipendenti, possono essere anche vere e fondate ma la regola numero uno è il tempismo. Possono capitare problematiche che rendono difficile la conclusione di un progetto, ma quando riguarda affari, la redditività o conseguenze che colpiscono i clienti, la questione deve essere valutata il prima possibile, per riuscire a prevenire tutte le problematiche, che si creano quando non viene rispettata la scadenza di un progetto.