I conti con la crisi

di Francesca Vinciarelli

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Disoccupazione e giovani sempre meno motivati, ecco chi paga di più i danni della crisi.

Superare un periodo complesso nel mondo del lavoro è difficile, sopratutto quando la disoccupazione tocca livelli molto alti per categorie specifiche.

Il problema della disoccupazione

La ricerca del lavoro è già di per se molto complessa, questo perchè porta a cercare e di conseguenza eliminare ciò che non si adatta alle proprie capacità ed esigenze. Un passaggio che pur di lavorare spesso viene eliminato accettando qualsiasi impiego, ma pur mettendo da parte sogni e passioni lottare con la crisi diventa sempre più complicato. In tutto questo la fascia che ne risente maggiormente è quella dei giovani che si ritrovano a dover combattere con postazioni già occupate da lavoratori pìù adulti e per le aziende più preparati. Ovviamente tutto ciò può variare da lavoro e dal tipo di azienda, anche se è pur sempre vero che assumere una persona o confermare un lavoratore con alle spalle anni di esperienza è la strada preferita dalle aziende.

Più percorsi di outplacement per gli over 40

In Italia sembra infatti che negli ultimi anni ci sia stato un aumento degli occupanti, si parla però di un età compresa tra i 55 e i 64, al contrario sono diminuiti gli occupati tra i 25 e i 34 anni. Questo potrebbe, senza una reale conferma, essere una conseguenza di minori opportunità occupazionali per i giovani a fronte dell’allungamento della vita lavorativa. Purtroppo con la crisi economica e con l’abbassamento del welfare le nuove generazioni ne risentono delle conseguenze peggiori della crisi, rischiando disagi economici e occupazionali. In tutto ciò il punto critico si trova in una difficoltà prolungata anche nel futuro e non solo nel presente, questo perché  le conseguenze del disagio lavorativo o dell’ingresso tardivo nel mondo del lavoro portano remunerazioni più basse, possibilità di carriera più lente e pensioni più basse dei lavoratori più anziani.

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