Diventare mamma

di Francesca Vinciarelli

scritto il

Comunciare la gravidanza sul lavoro, ecco come.

Sono incinta! Una comunicazione difficile se deve essere fatta sul lavoro, questo perché le donne che devono affrontare tale cambiamento hanno paura delle conseguenze, ecco allora come dirlo e quali tutele ci sono.

Domande per le donne

Il primo trimestre della gravidanza è il più delicato e può essere giusto aspettare tale periodo, ma non bisogna mai superarlo. Questo perché comunicare la gravidanza in tempi ragionevoli permette anche di usufruire delle tutele fornite dallo Stato, oltre al congedo di maternità obbligatorio si può infatti iniziare a valutare quando rientrare al lavoro e quindi decidere se sfruttare anche il congedo parentale. Inoltre, in caso di gravidanza a rischio potrebbe essere necessario avvalersi della maternità anticipata. La scelta di comunicare la gravidanza può essere utile anche per organizzare al meglio il proprio lavoro, non solo prima di entrare in maternità ma anche quando si rientrerà in ufficio dopo la nascita del bambino. Ed infine a prescindere dal rapporto di confidenza che si ha con il datore di lavoro, quando bisogna comunicare tale notizia è sempre preferita la comunicazione verbale. Ovviamente non ci sono delle regole per quanto riguarda il contenuto della comunicazione, ma deve essere semplicemente sincero e naturale. In sintesi la parte fondamentale è non avere paura e dirlo con semplicità e tranquillità, ricordando tutti i diritti e prendendo l’evento nella sua reale e unica natura, nonché una novità positiva e bella.

Donne e ICT

Per non dimenticare inoltre si parla per le mamme e le future mamme  di una serie di diritti intoccabili, la legge vieta, infatti, al datore di lavoro di licenziare la lavoratrice madre dall’inizio del periodo di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. La legge interviene inoltre a tutela della lavoratrice riconoscendole l’indennità di maternità anche nel caso in cui la stessa presenti le dimissioni volontarie nel periodo che va dall’inizio della gestazione fino al compimento di un anno di vita del bambino.

Fonte: Shutterstock

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