Fiat e Chrysler, integrazione nel 2014

di Floriana Giambarresi

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Sergio Marchionne ritiene che l'integrazione Fiat-Chrysler avverrà nel 2014; intanto, dopo il nuovo, anche il mercato auto usato scende.

L’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, è intervenuto durante l’assemblea del Lingotto per precisare la futura direzione della propria azienda. Secondo quanto annunciato, vi saranno 19 nuovi prodotti e 9 aggiornamenti nel corso del 2012, ovvero un’azione intensa di release come quella effettuata nel 2011.

“In Europa i modelli più importanti sono la nuova Panda, in commercio da gennaio, la Flavia cabrio e la Fiat 500 L, che abbiamo presentato al Salone di Ginevra. In Nord America, dopo la 500 Abarth, arriveranno la Dart e la nuova Viper, che proprio oggi viene rivelata in anteprima al Salone di New York e una versione completamente elettrica della 500″. Invece, in America Latina, “avremo un forte rinnovo della gamma, con l’introduzione di 5 nuovi modelli e sette aggiornamenti di prodotti esistenti. In Asia porteremo sei nuovi prodotti tra cui l’Alfa Romeo Giulietta e una nuova berlina di segmento C, che sarà la prima vettura costruita in partnership con Gac”.

Secondo quanto comunicato, nel corso del 2012 Fiat potrebbe salire al 61,5% in Chrysler, dato che dispone dell’opzione di acquistare il 40% della partecipazione che Veba ha nel gruppo. La precisazione perviene durante la medesima assemblea del Lingotto, quando un azionista a chiesto a Sergio Marchionne se Fiat potesse incrementare la propria quota in Chrysler. Riferendosi poi all’integrazione con la casa di Detroit iniziata nel 2009, il top manager ha precisato che “fondamentalmente sì, l’integrazione con la Fiat verrà completata al 50% entro la fine dell’anno e speriamo di completarla entro il 2014 definitivamente”.

Infine, alcune dichiarazioni relative alla presenza dell’aziende del Lingotto nel territorio italiano: secondo Marchionne, infatti, “La Fiat, specialmente nel suo recente passato, ha sempre cercato di trattare questo Paese con profondo rispetto. È un sentimento dovuto in primo luogo verso le Istituzioni, che rappresentano i fondamenti della nostra vita sociale. Il rispetto che abbiamo per l’Italia lo dimostriamo nel riconoscere al Paese la piena libertà di scegliere ciò che è meglio per se, senza chiedere nulla, senza condizionare nessuno. Ma credo che anche la Fiat meriti lo stesso trattamento. Ci va riconosciuta la libertà di agire in un contesto globale”.

Dunque, come ogni azienda, anche Fiat secondo Marchionne ha il diritto e il dovere di compiere delle scelte industriali e di farlo in modo razionale e in piena autonomia; ciò non significa che Italia e Europa hanno perso importanza nella strategia di marketing del gruppo automobilistico, ma che non sono più l’unico orizzonte. “Pretendere, quindi, che le scelte della Fiat vengano fatte solo in ottica italiana è una visione ristretta e pericolosa”, ha concluso Marchionne.

Per concludere, qualche dato sull’andamento delle vendite di auto usate pervenuto da CarNext, che illustra la situazione italiana dove il mese di marzo si è chiuso con un calo dell’8,22%. Come spiegato dal direttore generale Franco Oltolini, “la flessione del mese di marzo è stata sostanziosa, ma fortunatamente meno intensa del mese di febbraio, in cui il mercato registrò -17%. Il quadro strutturale dell’economia italiana certamente non positivo, il perdurare dell’incertezza sulla ripresa, e l’attesa di ulteriori provvedimenti fiscali, stanno avendo un impatto decisivo sugli acquisti di auto, sia nuove che usate. I due mercati – usato e nuovo – sono strettamente legati, in quanto l’acquisto di un’auto nuova genera un’auto usata da vendere, e la possibilità di vendere un veicolo usato libera risorse per acquistarne uno nuovo.”

Nel mese di marzo, solo Toyota/Lexus e Nissan hanno raggiunto un risultato positivo mentre gli altri brand analizzati, ovvero 13, hanno registrato una perdita. Il decremento di volumi più considerevole si è notato con Alfa Romeo, seguita da BMW, Mercedes, Ford e Wolkswagen.

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