Facebook in Borsa: rimborsi e via dal Nasdaq

di Floriana Giambarresi

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Facebook sta attraversando un periodo difficile dopo la quotazione in Borsa, al punto che potrebbe lasciare il Nasdaq; e gli azionisti? Rimborsati.

Prosegue l’ondata di novità spiacevoli per Facebook e per coloro che credevano in un successo del team di Mark Zuckerberg in Borsa: c’è chi afferma che Morgan Stanley starebbe per rimborsare parte del denaro speso dagli azionisti per l’acquisto dei titoli FB, mentre c’è chi specula su un’eventuale uscita dal NASDAQ da parte del social network da 900 milioni di iscritti.

Morgan Stanley è la principale banca che ha curato il collocamento in Borsa di Facebook, ma l’andamento delle azioni della società non è andato come previsto e pertanto, nel corso della conference call con i broker che si è tenuta nelle scorse ore, ha spiegato che regolerà i prezzi degli scambi avvenuti venerdì scorso.

La banca in tal modo assicurerà che nessun investitore paghi più di 42,99 dollari per azione, dunque i broker che avevano acquistato i titoli Facebook a un prezzo superiore – venerdì, nel giorno dell’Ipo, si era raggiunta una quota massima di 45 dollari, poco dopo calata però a 38 – riceveranno un rimborso.

Morgan Stanley avrebbe spiegato ai broker che gli ordini di vendita sui titoli a un minimo di 43 dollari dopo l’Ipo non saranno realizzati a causa dei volumi bassi a quella fascia di prezzo, scambiati il 18 maggio. L’ipo è pertanto stata rovinata proprio nel primo giorno di contrattazione. Knight Capital e Citadel Secrities avrebbero avanzato richieste di risarcimento per perdite fra i 30 e i 35 milioni di dollari, mentre in generale i principali trader avrebbero perso cifre superiori ai 100 milioni di dollari.

Chi inoltre chi lancia una particolare indiscrezione: Facebook sarebbe pronta a lasciare il NASDAQ per passare al Nyse, a causa degli imbarazzanti inconvenienti affrontati in questa settimana.