Deloitte: social network, boom di pubblicità

di Tullio Matteo Fanti

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Deloitte prevede nel 2011 un mercato dell'advertising sui social network decisamente concreto e vitale, con un giro d'affari vicino ai 5 miliardi di dollari. Dubbi però sul futuro meno prossimo

Deloitte descrive nelle sue più recenti previsioni un mercato della telecomunicazioni, media e tecnologia (TMT) decisamente vivace e in piena trasformazione, con un occhio di riguardo al fenomeno dei social network, che nel 2011 supereranno il traguardo del miliardo di sottoscrizioni con oltre 2.000 miliardi di messaggi pubblicitari trasmessi.

La pubblicità sui social network, seppur rappresenti meno dell’1% della spesa generale destinata all’advertising, sembra destinata a diventare un elemento sempre più concreto e vitale, con un giro d’affari che nel 2011 si prevede supererà i 5 miliardi di dollari, con un incremento del 30% rispetto al 2010 e una crescita anno dopo anno del 40%.

I costi delle pubblicità sui Social Network rimarranno bassi, specialmente se paragonati ai media tradizionali e ciò potrebbe garantire notevoli margini di guadagno a dispetto dei bassi incassi su base utente. Inoltre, balza all’attenzione l’incremento costante del tempo trascorso dai naviganti sui siti sociali: nel 2010 si è assistito ad una crescita del 66%.

Non c’è però una visione comune del mezzo come elemento solido di marketing a lungo termine: alcuni analisti vedono i social network come la “next big thing”, capace nel prossimo futuro di attirare più soldi di quanti non ne abbia assicurato il serch advertising. Altri si aspettano invece l’ennesima bolla di sapone pronta a svanire al primo problema.

In definitiva, si tratta solamente di una ulteriore tappa in un percorso ancora lungo e imprevedibile; nel 2011 i social network rimarranno un business ancora emergente, alla ricerca di una traiettoria chiara e precisa, in grado di sostenerne la crescita. Occorrono quindi nuove modalità per sostenere la monetizzazione dei siti social, che potrebbero ad esempio servire da piattaforme per il pagamento o adottare un modello simile a quanto avviene nell’e-commerce.

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