Brevetto Ue: in Inglese e agevolato per Pmi

di Noemi Ricci

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Brevetto Unico Europeo: l'Italia lo propone monolingue, in Inglese, ma si deve proteggere la competitività delle Pmi.

Il Brevetto unico europeo e il regime di trilinguismo tornano sotto i riflettori con l’approdo del dossier al Parlamento europeo. Dopo il ricorso di Italia e Spagna alla Corte di Giustizia contro la scelta compiuta con il meccanismo della cooperazione rafforzata.

L’inizio dell’iter legislativo è previsto per il 21 giugno con una prima discussione su due proposte: protezione dei brevetti e regime linguistico (ancora da definire dopo il no della Corte Ue.

Per Raffaele Baldassarre, relatore della proposta di Regolamento sul regime linguistico per il Parlamento europeo, «occorre orientarsi verso un sistema monolingue, in Inglese» visto che «il 90% dei brevetti depositati da imprese italiane è già in lingua inglese».

È altresì necessario studiare un sistema per garantire l’accesso alle Pmi, dato che queste «affrontano gravi carenze di mercato in settori chiave come il credito, la ricerca e l’innovazione». Per favorire l’accesso delle piccole imprese al mercato dei brevetti servirebbero modifiche alle proposte in discussione, su costi e agevolazioni finanziarie.

Baldassarre suggerisce al Governo di non perdere l’occasione di portare la parola dell’Italia all’interno dei negoziati sul brevetto, perché «in caso di mancata adesione alla cooperazione rafforzata, il Governo in sede di Consiglio non avrà diritto di voto durante l’iter legislativo. Se a ciò aggiungiamo che il Parlamento è solo consultato sulla proposta concernente le lingue procedurali, il peso negoziale del nostro Paese sull’intero pacchetto legislativo rischia di essere pressoché nullo».

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