Libro Unico per semplificare in azienda

di Alessandro Vinciarelli

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Nel "pacchetto semplificazioni" a beneficio delle aziende, spicca il Libro Unico, che manda in pensione il Libro matricola e il Registro di impresa. Già firmato il decreto attuativo

La semplificazione degli adempimenti per Pmi e aziende tutte è una necessità impellente, anche per riavviare un’economia troppo formalizzata e chiusa dalla complessità amministrativa: questi gli obiettivi del pacchetto di misure straordinarie approvate di recente dal Governo.

In linea con la nuova politica, è stato firmato dal Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi – e già trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione – il decreto attuativo per il passaggio ad un Libro Unico di Lavoro (articolo 39 del decreto legge 112/08), che dovrebbe rendere più agevole la gestione da parte delle imprese.

Il Libro, che in ogni caso dovrà essere obbligatoriamente conservato per cinque anni dalla data dell’ultima registrazione, sostituisce il Libro matricola e il Registro di impresa. Potrà essere predisposto fino al periodo di paga relativo a dicembre 2008.

Fino alla conclusione di quest’anno, i datori di lavoro potranno continuare a tenere il libro paga e gli altri strumenti di cui dispongono, passando poi al Libro Unico che porterà con sé anche un’ innovazione sul luogo in cui lo stesso dovrà essere mantenuto.

Non sarà più obbligatorio, infatti, conservare il Libro Unico nel luogo di attività lavorativa, ma potrà essere mantenuto presso la sede legale del datore di lavoro oppure presso lo studio dei consulenti del lavoro o di altri professionisti abilitati, oppure ancora presso la sede dei servizi e dei centri di assistenza delle associazioni di categoria delle imprese artigiane e delle altre piccole imprese.

Permane, infine, l’obbligo di vidimazione, come previsto per gli attuali adempimenti, e di conservazione anche in forma elettronica, a patto di seguire le regole di consultabilità, inalterabilità e integrità dei dati previsti dalla normativa vigente.