Decreto Sviluppo: misure per imprese edili e professionisti

di Redazione PMI.it

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Le misure per imprese edili e liberi professionisti nel Decreto Sviluppo 2011: agevolazioni fiscali, compensi, semplificazioni e appalti.

Entro metà novembre è attesa l’emanazione del Decreto Sviluppo 2011, che sarà esaminato nel prossimo Consiglio dei Ministri; tante le misure allo studio sulle quali c’è grande attesa, in Italia e non solo: bonus fiscali per il settore edilizio, tariffe professionali, il silenzio-assenso per le costruzioni in Edilizia, mentre sembra improbabile un condono edilizio.

Oggetto di richiamo UE a causa del rinvio annunciato da Silvio Berlusconi, il Decreto Sviluppo dovrebbe contenere misure urgenti per la crescita e lo sviluppo.

Imprede edili

Il settore più interessato dal DL Sviluppo è quello edilizio, per via delle previste misure sulla riqualificazione energetica e sugli appalti edilizi: il l testo definitivo potrebbe infatti comprendere la proroga dei bonus fiscali per le imprese che avviano questo tipo di interventi per tutto il 2012, anche se ridotti al 41% e 52% invece dell’attuale 55%.

Per le imprese edili, inoltre, dovrebbe essere confermato nel Decreto Sviluppo il silenzio-assenso per costruire, dopo 90 giorni dalla richiesta. Oltre alle semplificazioni previste in tema di Scia e Durc.

Liberi professionisti

Il Decreto Sviluppo dovrebbe poi prevedere anche interventi importanti per i liberi professionisti, con le “modifiche alla disciplina delle professioni e delle attività economiche” si andrà ad agire sulle tariffe professionali, sull’affidamento dei servizi d’ingegneria e di architettura e sulla realizzazione delle opere pubbliche.

In particolare, si parla di cancellare dal testo della manovra finanziaria bis le tariffe professionali per i lavori privati, con la regola che il compenso spettante al professionista dovrà essere concordato al momento del conferimento dell’incarico e riportato per iscritto.

Una disposizione che avrà effetti anche sugli affidamenti delle opere pubbliche perché l’introduzione nel Dl Sviluppo del “Contratto di disponibilità” farà sì che questi vengano effettuati non più dalle amministrazioni pubbliche ma dalle imprese quindi, essendo un accordo tra privati l’onorario, non si potrà far riferimento alle tariffe professionali.

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