Successioni: la legittima diventa credito in denaro per i beni indivisibili

Risposta di Anna Fabi

16 Febbraio 2026 09:28

Filippo chiede:

In caso di beni dell’asse immobiliare che in base a perizia tecnica risultano non divisibili, la quota di legittima può essere riconosciuta in denaro? Se ci sono due figli, è consentito indicare le testamento uno solo dei due come erede universale? In tal caso, tale erede può decidere sulla quota legittima dell’altro, comunque riconosciuta nel testamento?

La gestione di un patrimonio immobiliare non divisibile sta subendo una trasformazione profonda grazie alle novità introdotte nella successione ereditaria per il 2026. Se la perizia tecnica attesta l’impossibilità di frazionare un bene senza danneggiarne il valore, il riconoscimento della quota di legittima in denaro non è più solo una possibilità tecnica, ma sta diventando il perno del nuovo sistema di semplificazione delle liti ereditarie.

Il punto di rottura rispetto al passato è rappresentato dal DDL Semplificazioni, che punta a favorire la circolazione dei beni immobili eliminando il blocco derivante dalle pretese “reali” dei legittimari sui singoli asset dell’asse.

Beni indivisibili e obbligo di conguaglio in denaro

Secondo l’art. 720 c.c., quando un immobile non è comodamente divisibile, deve essere assegnato per intero al coerede che vanta la quota maggiore o a chi ne richiede l’attribuzione congiunta. Chi riceve il bene ha l’onere di liquidare agli altri la loro parte tramite un conguaglio in denaro. Se nessun erede accetta l’attribuzione, il tribunale dispone la vendita all’incanto e ripartisce il ricavato.

Questa procedura garantisce che il valore della quota di legittima venga preservato, anche se il legittimario non ottiene la proprietà fisica di una porzione della casa. In questo contesto, il denaro diventa lo strumento legale per bilanciare i conti tra fratelli ed evitare la comproprietà forzata di immobili difficili da gestire.

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La legittima come diritto di credito

La vera rivoluzione normativa è contenuta nel DDL Semplificazioni. La riforma sposta la tutela del legittimario dal piano reale a quello obbligatorio: in sintesi, la legittima non è più un diritto sul bene (che permetteva di bloccarne la vendita), ma si trasforma in un credito pecuniario. Questo significa che:

  • l’erede universale può vendere i beni ereditari senza il consenso preventivo degli altri legittimari;
  • il figlio escluso dal testamento o con quota ridotta può pretendere solo il valore monetario della sua parte;
  • i terzi acquirenti sono tutelati e non rischiano più di vedere l’immobile pignorato dal legittimario “insoddisfatto”.

Questa modifica mira a snellire le successioni e a impedire che un immobile resti fuori dal mercato per anni a causa di un disaccordo sulla divisione fisica degli spazi.

Limiti dell’erede universale e diritti dei figli

È lecito nominare un solo figlio come erede universale, ma la sua libertà d’azione ha confini precisi. Anche se la riforma 2026 facilita la liquidazione in denaro, l’erede universale non può decidere arbitrariamente il valore della quota spettante all’altro fratello. La determinazione del valore deve avvenire al prezzo di mercato attuale e non su stime forfettarie decise nel testamento.

Se il testatore nomina un unico erede universale:

  • il legittimario preterito ha diritto a 1/3 del patrimonio (se i figli sono due e non c’è il coniuge);
  • l’erede universale deve disporre della liquidità necessaria per liquidare la quota del fratello, altrimenti i beni dovranno essere venduti per ricavare la somma;
  • l’azione di riduzione resta lo strumento principale per chi vede lesa la propria quota, con la differenza che ora la sentenza punta prioritariamente al risarcimento in denaro.

In conclusione, la normativa 2026 protegge la figura dell’erede universale nella gestione dei beni ma si limita a trasformare quello “escluso” in un creditore privilegiato. La legittima in denaro per i beni indivisibili diventa così la soluzione standard per prevenire il congelamento del patrimonio immobiliare di famiglia.

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